MAFIA CAPITALE
6:32 pm, 1 Febbraio 16 calendario

Mafia Capitale, Panzironi: Da Buzzi pacchi di contanti

Di: Redazione Metronews
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ROMA «Da Buzzi pacchi di soldi per Alemanno e Visconti». Dopo l’exploit di Salvatore Buzzi, che per l’ennesima volta ha preso parola criticando l’impianto dell’inchiesta come «indagine senza riscontri», a prendere la scena nell’aula bunker di Rebibbia è stato ex amministratore di Ama, Franco Panzironi, uno degli imputati eccellenti del processo di Mafia Capitale, che nel primo pomeriggio di oggi ha reso dichiarazioni spontanee di fronte ai giudici della X Sezione penale, chiamando in causa direttamente l’ex sindaco Gianni Alemanno e Marco Visconti, all’epoca dei fatti assessore comunale all’ambiente.
Secondo Panzironi entrambi avrebbero stretto un accordo con il ras della 29 giugno, Salvatore Buzzi, il quale avrebbe finanziato le rispettive campagne elettorali facendo transitare il denaro, di cui una parte in contanti, attraverso la Fondazione Nuova Italia, di cui lo stesso Alemanno era Presidente e Panzironi segretatio. «Fui informato da Visconti e da Alemanno – le parole di Panzironi – che Buzzi era intenzionato a versare contributi alla Fondazione Nuova Italia per finanziare le  campagne elettorali (Visconti era candidato alle elezioni regionali del 2013 e Alemanno tentava il bis in Campidoglio ndr). Poi successivamente mi fu comunicato sempre da Alemanno e Visconti che una parte doveva venire in contanti, ma portata in Fondazione personalmente da Buzzi, e il resto versata ufficialmente alla Fondazione Nuova Italia, cosa poi riscontrata dai bonifici».
Panzironi nella sua testimonianza in aula, già anticipata il 4 febbraio 2015 ai pm Ielo e Cascini, ricostriiusce anche le modalità con cui avveniva il passaggio di denaro, destinato a Visconti. «Tutte le volte che Buzzi prendeva un appuntamento, veniva in Fondazione con pacchetti di soldi, che alcune volte, come ho dichiarato, neanche contavo, perchè ero praticamente solo. Ero stato posizionato lì, perchè Visconti non voleva avere rapporti diretti con Buzzi. Così Buzzi veniva in Fondazione, consegnava l’importo, chiuso in una busta, poi poco dopo veniva Visconti o altri suoi collaboratori a ritirare gli importi per la propria campagna elettorale».
Nel raccontare, la sua versione dei fatti, il passaggio più delicato è quello riservato agli incontri fra Salvatore Buzzi e l’ex sindaco Gianni Alemanno, che nel 2008 lo mise a capo della municipalizzata ai rifiuti: «Alemanno mi chiese di fare pressione su Buzzi per la sua attività verso Eur Spa – ricorda Panzironi – Per cui poi Buzzi dichiarò a me che avrebbe dato poi 40 mila euro. Questi importi sono anche registrati nella Fondazione Nuova Italia e sono pervenuti anche attraverso delle cene o comunque versamenti diretti. E preciso che quando Buzzi si è incontrato con Alemanno, lui aveva difficoltà ad avere un incontro tempestivo. Io dissi a Buzzi: “Devo andare per altre cose, se ti fai trovare nell’anticamera di Alemanno posso chiedere se ti riceve”. Una volta che è entrato, e Alemanno lo ha ricevuto, Buzzi ha gestito direttamente i rapporti con lui e io sono uscito. Anche attraverso le intercettazioni si evince che io non ho assistito a quanto si diceva». Ieri né Almenno, nè Visconti hanno rilasciato dichiarazioni a commento di quelle di Panzironi messe a verbale in aula, ma entrambi in passato avevano respinto ogni addebito, asserendo di non aver mai ricevuto soldi direttamente da Buzzi e sfidando tutti a provare il contrario.
La difesa di Gramazio
In mattinata durante il processo aveva preso la parola anche l’ex consigliere regionale Luca Gramazio, tuttora detenuto, che davanti ai giudici ha ribadito la sua innocenza: «Non ho mai favorito Buzzi, ho solo segnalato disoccupati».
MARCO CARTA

1 Febbraio 2016
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