Maurizio Baruffaldi
7:30 pm, 31 Gennaio 16 calendario

Dammi la mano e sorridimi

Di: Redazione Metronews
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Una stretta di mano sul lungomare genovese. Quella delicata di una donna che guida un plotone di maschi sommersi da scudi antisommossa e maschere antigas, e quella ruvida di un operaio. Siamo nella fase più tesa del corteo per l’Ilva: gli operai vorrebbero raggiungere la prefettura e chiedere garanzie, la polizia deve impedirlo.
La fotografia del momento che spezza le tensioni l’abbiamo vista su tutti i giornali. La coda di cavallo della donna, fatta di fretta; un ciuffo che cede e scivola sulla fronte, un orecchino sobrio al lobo, la lunga antenna della ricetrasmittente che spunta dalla tasca e le arriva al viso. Postura dritta, il vicequestore stringe la mano dell’uomo e sembra riflettere su qualcosa che va oltre il gesto; perché abituata a decidere e valutare le conseguenze. E ha deciso di togliere il casco, svestire l’anonimato della regola e raccogliere la mano dell’operaio che ha di fronte. L’uomo col casco da cantiere sembra accennare un inchino galante. Dietro la donna i caschi sono blu, i volti dei poliziotti sfumati dalla protezione di grigie trasparenze. A sinistra, dall’altro lato della barricata, due manifestanti la guardano d’impulso, con l’espressione chi ancora non si fida del gesto distensivo di quello che è visto come il nemico. Ma è soprattutto una donna: e lo dimostra. Un istante politicamente più efficace di un consiglio dei ministri. Silenziosamente più esplosivo di qualunque slogan o intimazione. Un arrivederci malinconico alla Bindi. Del genovese Umberto, non Rosy.
MAURIZIO BARUFFALDI
giornalista e scrittore

31 Gennaio 2016
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