Il figlio di Saul
7:15 pm, 19 Gennaio 16 calendario

Il figlio di Saul e l’orrore che fu

Di: Redazione Metronews
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CINEMA È uno di quegli ebrei che spingono nelle camere a gas altri ebrei, che tolgono loro i vestiti, che li mettono in fila e poi, dopo, che ne accatastano i corpi. È uno di quelli che per sopravvivere hanno dovuto dimenticare la loro umanità. Almeno finché non gli capita sotto gli occhi un bambino che per lui diventa “un figlio” da seppellire ad ogni costo «in nome di un comandamento interiore, oltre ogni dio».
Così racconta Géza Rohrig, protagonista de “Il figlio di Saul” di  Laszlo Nemes, sconvolgente film-rivelazione al Festival di Cannes (Gran Premio della Giuria), vincitore del Globe, ora in corsa per l’Oscar come miglior film straniero («ma l’Oscar non ci preoccupa – dice – è un po’ come la lotteria e non sempre vincono i migliori»), da giovedì al cinema. Un’opera che colpisce e fa pensare anche al presente, perché, come dice Rohrig: «Il lavoro che facevano gli ebrei nei campi al posto dei nazisti è in fondo ciò che oggi facciamo fare ai droni, uccidere senza sporcarci le mani». SILVIA DI PAOLA

19 Gennaio 2016
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