MAFIA CAPITALE
3:43 pm, 15 Dicembre 15 calendario

Mafia Capitale, l’avvocato di Carminati bacchetta la procura

Di: Redazione Metronews
condividi

ROMA «Pignatone venga in aula, così gli bacio le mani». Ancora una volta, l’avvocato Giosuè Bruno Naso si prende la scena del processo Mafia Capitale, giunto alla nona udienza nell’aula bunker di Rebibbia. E per denunciare il tour de force del processo, che prevede 4 udienze settimanali dalle 9 alle 18, il legale di Massimo Carminati tira in ballo lo Statuto dei lavoratori: «si applica solo per i poveri metalmeccanici, ma non per gli avvocati”, e sfida il tribunale, chiamando in causa direttamente il capo della procura di Roma, Giuseppe Pignatone.
I ritmi con cui la X sezione penale, presieduta dal giudice Rosanna Ianniello, sta conducendo il dibattimento, secondo Naso, inficiano il diritto alla difesa degli imputati. Il tribunale, inoltre, non avrebbe nessun rispetto per per l’attività lavorativa degli avvocati, che per seguire le udienze sarebbero costretti a tralasciare ogni altro lavoro, mentre avrebbe un occhio di riguardo verso i pm. “Io lavoro per mantenere la famiglia (la figlia Ippolita Naso lo affianca nel processo ndr). I beni dei mei assistiti sono tutti sotto sequestro e non posso essere pagato: non possiamo permetterci un sostituto”.
Per rimarcare la disparità nel trattamento, Naso ricorda l’udienza rinviata per l’assenza di uno dei tre pm: «Si consente al pubblico ministero quello che si nega agli avvocati. Se mancava un pm, poteva veniva il dottor Pignatone: visti i termini del processo gli avrei baciato le mani». 
La provocazione è evidente, ma viene fatta scivolare nel vuoto dai giudici, che cercano di non cadere nella trappola e non polemizzano neanche quando Naso annuncia che sarà rigoroso su ogni aspetto formale. L’avvocato, infatti, dapprima pretende che vengano letti i capi di imputazione, con l’obiettivo di far dilatare il tempo dell’udienza di almeno un paio d’ore. Poi, al momento della lettura, interrompe il giudice a latere Giulia Arceri: «Basta così, per me può andare». Il processo può riprendere con l’audizione del maggiore dei Ros Rosario Di Gangi, ma il messaggio è chiaro per tutti: lo ha deciso Naso.
MARCO CARTA
 

15 Dicembre 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo