Papa Francesco
8:47 pm, 25 Novembre 15 calendario

Papa Francesco in Africa per un viaggio a rischio

Di: Redazione Metronews
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KENYA «L’esperienza dimostra che la violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione». Lo ha denunciato Papa Francesco in Kenya, prima tappa del viaggio in Africa. «Fintanto che le nostre società sperimenteranno le divisioni, siano etniche, religiose o economiche, tutti le persone di buona volontà sono chiamati a operare per la riconciliazione e la pace».
Però stavolta il rischio è  grosso. Per capire davvero il significato e il coraggio che stanno dietro il viaggio di Papa Francesco in Africa bisogna guardare con attenzione alle realtà che andrà ad incontrare. Un viaggio pastorale, rivolto a portare una parola di pace e di misericordia: a Bangui, capitale del Centrafrica, Francesco vuole aprire in anticipo la locale porta del Giubileo della misericordia. Un messaggio fortissimo da trasmettere, ma che non è detto venga compreso ed accolto da tutti. Dai terroristi islamici, prima di tutto. Diversi servizi segreti hanno avvisato il pontefice che il rischio di un attentato è concreto. Sulla sicurezza del viaggio devono infatti vigilare 30 mila fra poliziotti e militari, compresi i caschi blu che sono schierati nella Repubblica Centrafricana. 
In Kenya, la prima tappa, sono ancora fresche le ferite dei tragici attentati legati all’instabilità della Somalia, tana dei terroristi Shebaab affiliati prima ad al-Qaeda e poi all’Isis:  essi sono responsabili di attacchi tra cui l’assalto al centro commerciale di Nairobi (71 morti) nel 2013 e il massacro di studenti cristiani all’università di Garissa (148 morti) ad aprile. In Uganda invece sono più lontani nel tempo i massacri delle guerre civili. 
Ma la tappa più preoccupante è quella di Bangui, tanto che fino all’ultimo ci sarà una piccola riserva sulla sua realizzazione. Tra i Paesi più poveri del mondo (e più ignorati dai media), la Repubblica Centrafricana è spaccata da divisioni etniche e religiose che hanno generato guerre civili non del tutto sopite. Dopo una serie di colpi di Stato e di conflitti sanguinari, nel 2013 i ribelli musulmani dell’alleanza Seleka hanno conquistato Bangui, con miliziani resisi responsabili di violenze contro i cristiani (maggioranza nel Paese), i quali hanno costituito le milizie Anti-Balaka spesso non meno brutali. Il processo di transizione condurrà nei prossimi mesi a nuove elezioni. Il rischio è che il messaggio di pace del Papa venga frainteso dagli estremisti che lo potrebbero vedere come il “capo” di una delle fazioni in lotta. 
Ma Francesco ieri ha ragito così: «Minacce? Sono più preoccupato per le zanzare che non per le persone. Voglio andare in Centrafrica: se non riuscite ad atterrare, datemi un paracadute».
OSVALDO BALDACCI

25 Novembre 2015
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