#FranceUnderattack
3:28 pm, 14 Novembre 15 calendario

“Sparavano come a uccelli” Parlano i testimoni

Di: Redazione Metronews
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Le voci dei protagonisti. I nomi e cognomi di chi c’era, e può raccontarlo. Un lavoro di ricostruzione e di testimonianza, perchè oggi siano le loro voci a risuonare oltre i confini di Parigi. 
Philippe Bientot, spettatore al teatro Bataclan: “Ho sentito sparare, correvano tutti e sono fuggito anche io dall’uscita laterale, per terra c’erano dei corpi. Sono inciampato su uno di essi”.
Joseph Matthiew: “Sparavano a caso, chi capitava loro davanti. Più che esecuzioni sommarie erano casuali. Io ho sangue sui vestiti e sulle scarpe ma non è mio. Io sto bene, credo. Non so di chi sia questo sangue”.
Marie Lasangue, “Davanti a me c’era un uoo che sparava. Aveva un fucile sulla spalla e un attimo dopo sparava a chi capitava a tiro. Era bianco, piccoletto, giovane. Sembrava europeo comunque”. 
Houssen Roudesly, studente tunisino che vive a Parigi: “Ero allo stadio per la partita quando abbiamo sentito l’esplosione ma non abbiamo visto niente. Non ci hanno spiegato nulla, hanno aspettato la fine della partita per evitare la fuga della folla. C’era molta polizia e altrettanti elicotteri. Quando siamo usciti non ci facevano prendere le moto per andare via e la polizia ha cercato di spiegarci cosa stesse accadendo”. 
Christine De Rossi: “Non ci possiamo far intimidire. La nostra vita nel quartiere deve proseguire come sempre. Non possiamo permettere che ci stravolga. Abbiamo paura, certo, siamo sconvolti. Ma non dobbiamo lasciarci cambiare”. 
John Mariachi: “Torneremo a passeggiare con tranquillità nella nostra città? Potrà mai più essere come prima? Stanotte sono scappato da un locale dove si sparava, ho dormito a casa di uno sconosciuto che mi ha aperto le porte di casa, tremavo e piangevo. Potrà mai essere come prima?”
Sylvestre: “Pensavamo a un folle che stava sparado, poi dai telefonini, mentre stavamo ancora dentro lo stadio, arrivavano telefonate, con internet leggevamo le notizie, ed eravamo terrorizzati di scoprire che il vicino di curva potesse farsi epslodere. Ci guardavamo e urlavamo ma non potevamo fare niente”. 
Stephanie: “Ero al concerto ocn il mio fidanzato, lo sto cercando tra i feriti, ma non lo trovo”
Lucien De Ficchy: “Ero in pizzeria, stavo mangiando al tavolino, e all’improvviso ci siamo ritrovati terrorizzati sotto i tavolini. Quando abbiamo visto arrivare la polizia, abbiamo sperato che fosse finita, ma si continuava a sparare”.
Michele: “Eravamo al concerto e hanno iniziato a sparare all’improvviso. Ci sparavano come se fossimo uccelli”. 
Michelle Trebeux: “Fino a poco prima dell’inizio del concerto ero in zona Bataclan, poi ero andata via, ma sono tornata indietro per incontrare un amico. Ho visto la gente fuggire, gli spari. C’era una ragazza appesa al cornicione di una finestra. Terribile”. 
 
STEFANIA DIVERTITO

14 Novembre 2015
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