Maurizio Guandalini
4:00 pm, 8 Novembre 15 calendario

Pensioni, la strada di Boeri è impraticabile

Di: Redazione Metronews
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OPINIONE. La buona volontà di Boeri, presidente dell’Inps, la condividiamo. Proporre di tagliare ai ricchi per dare ai poveri è l’equità sociale a persona. Dare un reddito minimo garantito (400 – 500 euro) a un ultra 55enne che ha perso il lavoro prelevando dai 250 mila pensionati d’oro (ricalcolando la loro pensione con il contributivo), dai vitalizi e dalle  pensioni dei sindacalisti riportandole alla soglia dei lavoratori normali, viene da dire, bravo professore,  perché fino ad ora non ci ha pensato nessun altro? Pare che Renzi e il ministro Padoan siano contrari per motivi elettorali. Non lo crediamo perché comunque la platea di quelli presi di mira è ristretta e ininfluente nell’urna. Il punto è sempre quello: i diritti acquisiti e la Corte Costituzionale.
Abbiamo visto il caos della sentenza che ha bocciato il blocco della indicizzazioni delle pensioni al costo della vita: provvedimento legittimo, tra l’altro con degli strascichi futuri per coloro che hanno fatto i ricorsi contro i rimborsi del Governo che ha restituito soldi ad alcuni pensionati e ad altri no. Ma prima di fare una legge come quella di Boeri forse se ne dovrebbe parlare con gli ermellini della Corte. Eppoi  non mi limiterei alle 250 mila pensioni d’oro: devono essere riviste tutte le pensioni conteggiate con il sistema retributivo (in base allo stipendio), applicando il contributivo (contributi effettivamente versati), concentrandosi, in particolare, su quelli che sono usciti dal lavoro a quaranta o quarantacinque anni.
E intanto che è lì all’Inps, il Boeri, dovrebbe mettere mani ai tanti fondi, dai telefonici agli elettrici, cloache ripianate dai versamenti dei co.co.co, dai contributi dei giovani precari ai quali non va dato solo lo schemino di simulazione della loro pensione futura, ma una assicurazione convincente che non si troveranno una pensione da fame. Insomma ci saremmo aspettati un blocco di interventi sulle pensioni più convincente e d’impatto. Agire e in qualche modo  punire di qua e di là, senza avere un progetto d’insieme, ci convince poco. Anzi, diciamola tutta. Sulle pensioni e i diritti acquisiti, cioè anche privilegi di cui molto godono, sarà impossibile intervenire. Quello che è stato dato pace e amen. Inutile stare lì a scervellarci oltre misura. Occorre partire dall’anno zero e via. Anche per infondere certezze e tranquillità. E per  i pensionati futuri affidarci sempre più a ‘patti generazionali’. Come ha fatto Luxottica: 100 contratti part time (al 50%, senza alcuna incidenza sul trattamento pensionistico) per chi è a tre anni  dalla pensione e altrettante nuove assunzioni.
MAURIZIO GUANDALINI, economista e giornalista

8 Novembre 2015
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