CAPITALE COMMISSARIATA
10:23 pm, 2 Novembre 15 calendario

Renzi e l’affaire Marino “Congiura? Democrazia”

Di: Redazione Metronews
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ROMA Il presidente del consiglio Matteo Renzi, dopo aver evitato il confronto diretto con l’ex primo cittadino è tornato a parlare di Ignazio Marino, sparando a zero: «Quando vedo certi addii scenografici mi rendo conto di quanto possa essere falsa la politica. Chi fallisce la prova dell’amministrazione si rifugia nella cerimonia di addio, vibrante denuncia di un presunto complotto, con tono finto nobile e vero patetico. Non mi riferisco solo a Marino, ma a quelli che cercano di far credere ai media che sono vittime di congiure di palazzo. Quando uno se ne va dovrebbe spiegare cosa ha fatto, perché ha perso la maggioranza. I politici si dividono in capaci e incapaci. Se la maggioranza dei tuoi consiglieri ti manda a casa, non si chiama congiura: è la democrazia, bellezza. Se i consiglieri rinunciano alla poltrona sono persone serie. La telenovela è finita» ha detto il premier citando il colloquio avuto con Bruno Vespa, che sarà oggetto di uno dei capitoli del prossimo libro del giornalista.
Nei giorni precedenti alle dimissioni bipartisan degli inquilini dell’assemblea capitolina, il Nazareno dettò la linea delle dimissioni ai consiglieri Pd, evitando così al sindaco marziano proprio il confronto pubblico su quanto fatto. Marino non ha risposto al premier ma ha ringraziato le decine di migliaia di sostenitori dalla sua pagina facebook.
Renzi non ha risparmiato nemmeno le critiche al Pd romano: «Ha più correnti del palio di Siena. Una cosa incomprensibile. Lavoreremo per ricucire e alla fine sceglieremo il candidato».
Ora l’imperativo per il capo del governo, archiviato il caso Marino, è bissare attraverso il Giubileo, il successo di immagine di Expo. Ieri il commissario straordinario all’Anno Santo Franco Gabrielli ha incontrato il sottosegretario Claudio De Vincenti per definire come saranno spesi i circa 300 milioni (sbloccati dopo l’addio di Marino) da investire su Roma. Le priorità, come ha ripetuto il premier, sono i trasporti, le strade ei rifiuti.
METRO

2 Novembre 2015
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