scomparsi
7:24 pm, 15 Ottobre 15 calendario

Oltre 31 mila persone volatilizzate nel nulla

Di: Redazione Metronews
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ROMA Migranti, anziani, soggetti “deboli”: soprattutto under 18 e in modo preoccupante anche minori stranieri che giungono in Italia non accompagnati. È lunga la schiera delle persone scomparse ancora da rintracciare: ben 31.372 dal 1974 al 30 giugno 2015. Quasi il 60% (18.287) sono minori, più stranieri (16.475) che italiani (1.812). È quanto emerge dalla XIII Relazione semestrale presentata al Viminale dal Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, Vittorio Piscitelli.
Allarme sociale
Numeri da allarme sociale, «benché nell’ultimo anno – come ha sottolineato il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione – si è registrato un salto di qualità: il numero degli scomparsi resta significativo, sebbene più basso rispetto ad altri Paesi europei, ma si riduce la differenza con quello dei rintracciati», che in media sfiorano l’80% di chi manca all’appello.
Fenomeno aggravato dalla crisi
Dunque anche se si registrano 7.993 casi in più di persone scomparse solo nei primi sei mesi di quest’anno – il fenomeno sembra aggravarsi con la crisi – è positiva la tendenza dei ritrovamenti con 125.657 casi al 30 giugno 2015, rispetto ai 119.802 del 31 dicembre 2014: 5.855 in più. Una tendenza importante, considerato che le denunce di scomparsa sono in aumento, essendo salite dalle 149.036 di fine 2014 alle 157.029 del 30 giugno scorso. Delle persone scomparse la stragrande maggioranza sono stranieri (22.848) e, come detto, minori. Gli over 65 sono invece 1.298.
Allontanamenti dagli istituti
Nella casistica delle motivazioni al primo posto c’è l’allontamento da istituti e comunità, seguita dagli allontanamenti volontari, dalle scomparse dovute a disturbi psicologici, a quelle per sottrazioni di minori da parte di uno dei coniugi o da familiare e, infine, quelle legate ad altri reati.
Denise, confronto dna sconfessa nuova pista
La ragazzina di Potenza non è Denise Pipitone. Lo hanno confermato fonti investigative. Il confronto effettuato dal Ris tra il dna della bambina scomparsa il primo settembre del 2004 e quello dell’11enne che dal suo computer, ad agosto, aveva scritto a Piera Maggio “Mamma, sono Denise” ha dato esito negativo.
METRO

15 Ottobre 2015
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