Festa di Roma
10:00 pm, 15 Ottobre 15 calendario

Festa di Roma Fiorello è Borsellino

Di: Redazione Metronews
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CINEMA Paolo Borsellino e Giovanni Falcone all’Asinara. Nulla davanti, solo mare e rocce, il carcere alle spalle e loro guardati a vista. Accadeva nell’estate del 1985, dopo una soffiata su un attentato in preparazione, quando i due magistrati e le loro famiglie, furono portati lì in fretta e furia e rimasero di fatto prigionieri per mesi. Il film di Fiorella Infascelli, “Era d’estate”, che ha “pre-aperto”  ieri la Festa del Cinema di Roma alla presenza della famiglia Borsellino, racconta quei giorni con Massimo Popolizio  nei panni di Falcone e Beppe Fiorello in quelli del magistrato ucciso in via D’Amelio.
Fiorello, quanto era intimorito ad interpretare un uomo come Borsellino?
La storia di Paolo Borsellino parla da sola e avevo un’enorme paura all’inizio, ma la sceneggiatura mi ha confortato. Avrebbero potuto scriverla loro due.
Ha cercato di somigliargli?
No, non cercavo somiglianze, volevo solo avvicinarmi all’uomo, visto nel suo micromondo, nel suo umorismo, nei suoi momenti di leggerezza, che recitava a memoria Shakespeare in siciliano.
Come ha costruito il rapporto con Falcone-Popolizio?
Il cuore del film è l’amicizia tra due uomini diversissimi, una storia quasi d’amore tra due persone che non si sentivano eroi: la mattina si alzavano e andavano a fare il proprio mestiere con onestà e coraggio. E questa era la differenza con i tanti che gli stavano intorno.
Cos’è cambiato in questi trent’anni?
Il problema dei rapporti Stato-Mafia non è risolto, ci sono ancora troppe sacche di rassegnazione al malaffare.  SILVIA DI PAOLA

15 Ottobre 2015
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