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6:01 pm, 6 Ottobre 15 calendario

Corte Ue bacchetta gli Usa Bocciati in privacy

Di: Redazione Metronews
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BRUXELLES. I cittadini europei potranno chiedere di vietare a Facebook o ad altri colossi del web di conservare negli Usa i dati dei propri iscritti: è quanto ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Ue che ha rovesciato una decisione del 2000 della Commissione europea che riteneva che gli Usa garantissero un livello di protezione adeguato dei dati personali, permettendo così il trasferimento di informazioni riguardati cittadini europei. Il massimo organo giudiziario comunitario ha accolto la richiesta al centro di una lunga battaglia giudiziaria contro Facebook avviata nel 2011 da uno studente austriaco di giurisprudenza, Max Schrems, dopo lo scandalo del programma di sorveglianza della Nsa americana svelato da Edward Snowden. La sentenza fissa un precedente e che finirà per riguardare i giganti tecnologici americani presenti in Europa, oltre a Facebook la Apple, Google e Microsoft. Secondo la legislazione comunitaria, si possono trasferire dati personali a un Paese terzo solo se questo garantisce un livello di protezione adeguato.
La Corte ha fatto presente che negli Usa le esigenze della sicurezza nazionale prevalgono «sul regime dell’approdo sicuro» per i dati privati dei cittadini europei. Per questo i colossi del web sono obbligati a derogare «senza limiti, alle norme di tutela previste» con il rischio di «ingerenze da parte delle autorità pubbliche americane nei diritti fondamentali delle persone»”. Per la Corte di Lussemburgo, «una normativa che consenta alle autorità pubbliche di accedere in maniera generalizzata al contenuto di comunicazioni elettroniche deve essere considerata lesiva del contenuto essenziale del diritto fondamentale al rispetto della vita privata».  «È imperativo che i governi di Ue e Usa garantiscano che continueranno a fornire metodi affidabili per il trasferimento legale dei dati e che risolveranno tutte le questioni legate alla sicurezza nazionale», ha fatto sapere Facebook Europe, in un comunicato.
Alla luce della sentenza, e per darvi attuazione, la Commissione europea ha promesso che «nelle prossime settimane», dopo aver incontrato le autorità nazionali per la protezione dei dati personali, presenterà un piano. «È’ chiaro ora – spiega  il Garante per la Privacy Antonello Soro – che occorre una risposta coordinata anche da parte dei Garanti nazionali».
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6 Ottobre 2015
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