Maurizio Guandalini
5:48 pm, 17 Settembre 15 calendario

Paese in crisi? Ora tocca alle imprese fare dei passi

Di: Redazione Metronews
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Il premier Renzi ha ragione: troppi gufi, troppi rosiconi. Occorre partire da qui per capire come vanno le cose in Italia. È avviata la ripresa? Oppure è il deserto, la depressione, tutto va male? Il dibattito non riesce uscire da questi estremi. E non aiuta  a comprendere la situazione. Il tratto che contraddistingue le analisi è sempre improntato al disfattismo. Anche se esce un numero lievemente positivo, ecco, tout de suite, un “si ma non c’è da stare tranquilli, in verità vi dico che il disastro è a portata di mano”. Alcune cifre certe: il  balzo dei consumi a luglio, +2,1%, la variazione più elevata degli ultimi 5 anni – dati di Confcommercio – , con un più 44 mila di nuovi occupati, l’aumento generale del Pil, la diminuzione dei disoccupati, il boom dei mutui per l’acquisto della casa,  lo stra-boom degli incentivi per le ristrutturazioni e i dati stellari del nostro turismo (più 25% solo in Sicilia). La Caritas ci dice che i poveri durante i sette anni di crisi sono più che raddoppiati. E aggiunge, la Caritas: è poca cosa dare gli ottanta euro in più al mese. Serve altro.  Roberto Saviano a Ballarò, su Rai 3 ha detto: «Il Sud è fallito».  Lo stesso giorno è uscito uno studio di Coldiretti «Diminuiscono gli scoraggiati. Bene il Sud: gli occupati sono aumentati di 120 mila unità soprattutto nell’agricoltura». Non solo. Falliscono meno imprese, ne nascono di nuove,  nel Sud Italia.
Per il job act stesso copione: addirittura i sindacati, che dovrebbero brindare anche per un mezzo posto di lavori in più, dissero che il provvedimento del governo non aveva creato un posto di lavoro in più prima che fosse varato. Poi abbiamo visto come è andata: meno precari e più posti a tempo indeterminato. Non siamo animati da trionfalismo ma ci pare che il sentiment degli italiani sia troppo ripiegato sul versante “sfiga continua”. Manca la reattività di fronte ad una situazione che non è solo dramma o cataclisma. È un difetto tutto italiano, se volete, che poi ci porta dire,  nei momenti che servono, che non siamo capaci di fare Sistema. È un randagismo sedentario. Stare seduti in attesa che il Governo risolva questo o quest’altro problema. Ma non è così che funziona. Ognuno deve fare la sua parte. Come le lamentele sull’imprese che chiudono. Il Governo ha preso massicci provvedimenti per le aziende. Ora tocca le imprese  muoversi. Ritornare investire, rinnovare le produzioni, ristrutturare le aziende. Come è stato fatto negli Stati Uniti, dallo scoppio della bolla di internet, nel 2000,  fino ad oggi, giusto per citare esempi recenti: le crisi hanno rappresentato una occasione  per riposizionarsi sul mercato.
MAURIZIO GUANDALINI
giornalisti ed economisti
 

17 Settembre 2015
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