Sicario
8:31 pm, 17 Settembre 15 calendario

Anche gli Usa hanno un inferno profughi

Di: Redazione Metronews
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CINEMA Mentre i confini europei bruciano affollati dai profughi,  il cinema ci ricorda di un altro confine pieno di filo spinato e sangue. Quello tra Messico e Stati Uniti. In “Sicario” (dal 24 nei nostri cinema) del canadese Denis Villeneuve il messaggio è chiaro: quel confine è una giungla senza legge, tra poveracci in cerca di fortuna, trafficanti e forze speciali americane. Nel film vedremo Benicio Del Toro, capello a spazzola e armi micidiali,  affiancato da Emily Blunt e Josh Brolin.
Siete due personaggi antitetici anche se dalla stessa parte. Vi siete ispirati a personaggi reali?
EMILY BLUNT: Assolutamente sì. La mia donna è un agente idealista, ma molto comune. Né mascolina, né troppo femminile, mi sono documentata e so che ci sono molte donne come lei che vivono con le pistole e in mezzo alla violenza, ma poi tornano a casa a fare le mamme e a vedere la tv dentro una vita normale.
Ma lei è ormai abituata a interpretare donne tostissime. È stato diverso su questo set?
E. B.:  Sì, ho dovuto tenere pistole in mano e stare sola in mezzo a molti uomini, che poi è ciò che succede a queste donne d’azione le quali devono essere molto più forti dei colleghi maschi. Era anche questo che volevo testimoniare. È tutto vero quello che vedrete.
JOSH BROLIN:  Io sono un funzionario che gira in infradito e che non rispetta alcuna procedura pur di raggiungere il proprio obiettivo, tuttavia anche io ho lavorato sulla realtà, mi sono documentato e so quanta responsabilità hanno gli Stati Uniti nei confronti di morti innocenti nel traffico della droga. Per questo, cioè  per alleggerire un po’, porto  un filo di umorismo.
Ma il fine giustifica i mezzi anche in questa battaglia?
J. B: Non in generale. Di certo il film non vuole dare risposte, tuttavia intende raccontare che ci sono anche molti nordamericani che si sentono in parte responsabili della violenza che c’è sulla frontiera. E soprattutto vogliamo dire che, se la violenza è orribile, il silenzio che copre questo tipo di violenza è ancora peggio. Quindi è importante che non siano solo i messicani a raccontarlo.
SILVIA DI PAOLA
 

17 Settembre 2015
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