Archeologia
5:14 pm, 28 Luglio 15 calendario

Preistoria e prime volte Dal primo omicidio al primo dentista

Di: Redazione Metronews
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ARCHEOLOGIA Sono forse i resti di Abele? E che fine ha fatto Caino? Altro che roba per Ris e Csi, i veri cold case sono quelli con cui hanno a che fare gli archeologi. Che si sono imbattuti nel primo omicidio della storia. Forse non proprio quello dei biblici fratelli, però certo fa impressione vedere le prove di una violenza omicida vecchia di 430 mila anni. A Sima de los Huesos (“l’Abisso delle Ossa”, ad Atapuerca, vicino a Burgos, in Spagna) sono state identificate su un cranio umano ferite letali che sembrano indicare con una certa chiarezza uno dei primi casi di omicidio nella storia umana. Al centro della ricerca un cranio quasi completo, il Cranium 17, composto da 52 frammenti recuperati durante gli scavi presso il sito nel corso degli ultimi 20 anni. Questo cranio presenta due lesioni da penetrazione sull’osso frontale, sopra l’occhio sinistro. Basandosi sulle moderne tecniche di polizia scientifica, come l’analisi della forma e della traiettoria dei traumi, gli scienziati hanno mostrato che entrambe le lesioni sono state probabilmente prodotte da due colpi distinti inferti da uno stesso oggetto, con traiettorie leggermente diverse, all’incirca al momento della morte del soggetto. Secondo gli studiosi, è improbabile che queste lesioni siano il risultato di una caduta accidentale. Piuttosto il tipo di fratture, la loro posizione e il fatto che sembrano prodotte da due colpi con lo stesso oggetto spingono gli archeologi ad interpretarle come il risultato di un’aggressione umana letale. “Il fatto che entrambe le ferite siano sostanzialmente letali – spiega Nohemi Sala del Centro Mixto UCM-ISCIII de Evolución y comportamiento Humanos spagnolo – implica che non si sia trattato di un incidente ma mostra la volontà di colpire a morte”. Benché si sappia che l’omicida era destrorso e vigoroso, chi abbia rivestito la parte di Caino resta sconosciuto e le sue motivazioni rimangono per ora ignote, ma d’altro canto il reato dovrebbe essere prescritto…
Il primo cimitero
Ma il sito spagnolo ha anche un’altra particolarità. Le ossa della vittima dell’assassino non sono isolate: il sito si trova all’interno di un sistema di grotte sotterranee e contiene i resti scheletrici di almeno 28 individui risalenti al Pleistocene, che si ritiene siano stati proto-Neandertal e Neandertal. L’unico accesso al sito è attraverso un pozzo verticale profondo 13 metri, e come i corpi umani siano arrivati ​​lì rimane ancora un mistero. Gli esperti ritengono che vi siano stati portati (o calati o gettati) da altri esseri umani: questo elemento ne farebbe il primo cimitero della storia. Ci troveremmo di fronte alla testimonianza dell’adozione dei primi comportamenti funerari umani, già quasi mezzo milione di anni fa.
Il primo dentista
La Preistoria non smette di rivelare sorprese, e forse sta mostrando un volto di sé molto diveso da quello che immaginiamo abitualmente. Anche se per quest’altra scoperta bisogna fare un balzo in avanti di 400 mila anni, siamo sempre nell’ “Età della pietra”, stavolta il Paleolitico. E ci imbattiamo nello studio di un dentista. Secondo una scoperta dei ricercatori dell’Alma Mater di Bologna e del Dipartimento di Studi umanistici di Ferrara, un dente danneggiato (il terzo molare inferiore) di una ‘mummia’ di almeno 14.000 anni fa e scoperta nel 1988 sulle Dolomiti venete, mostra le più antiche evidenze conosciute di trattamenti dentistici. Per la precisione, la più antica traccia archeologica di intervento odontoiatrico su una carie, fatto con piccole punte di pietra. Varie analisi scientifiche hanno confermato che la cavità è stata trattata intenzionalmente per pulire la carie con una piccola punta in pietra (microlitica), la più antica evidenza di intervento manuale su una condizione patologica. Questa scoperta, spiegano gli studiosi, “suggerisce inoltre che nel Paleolitico superiore finale l’uomo era consapevole degli effetti deleteri delle infezioni cariose e della necessità di intervenire, tramite l’ausilio di strumenti microlitici, sul tessuto malato per rimuoverlo o pulirlo in profondità”. La prima forma odontoiatrica era basata su sollevamento e asportazione del tessuto carioso.
OSVALDO BALDACCI

28 Luglio 2015
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