Libia
9:26 pm, 22 Luglio 15 calendario

Libia, nessuno rivendica Sospetti su bande di scafisti per ricattare l’Italia

Di: Redazione Metronews
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LIBIA «Non siamo stati noi e non sappiamo chi è stato, ma sappiamo che entro dieci giorni gli italiani saranno liberati»: queste le parole del portavoce della coalizione Alba della Libia (Fajr)  che controlla Tripoli e l’ovest del Paese. Accusati di avere responsabilità nel sequestro, i miliziani negano e rilanciano le accuse contro i rivali del governo di Tobruk.  
Ma l’altra pista calda è quella dei trafficanti di uomini. Con i rapitori non si tratta, ha evidenziato il governo italiano, neanche se fossero persone che vogliono scambiare i quattro italiani rapiti in Libia con alcuni scafisti detenuti in Italia, ipotesi che non si può escludere a priori. «Nessuna pista è esclusa – ha precisato il Viminale dopo le polemiche sull’interpretazione di alcune parole del ministro Alfano –  l’unica cosa esclusa è che si tratti con gli scafisti». L’ipotesi è nata dalle accuse del governo di Tobruk, che ha ipotizzato che il rapimento fosse una ritorsione per vendicarsi del ruolo in prima linea dell’Italia nel controllo delle coste e l’arresto di alcuni scafisti.
Intanto però non c’è stata ancora alcuna rivendicazione del rapimento di Gino Pollicardo, Fausto Piano, Filippo Calcagno e Salvatore Failla, di cui non si hanno più notizie da domenica sera. I tecnici italiani della Bonatti sono stati fermati mentre rientravano dalla Tunisia, nella zona di Sabrata. Fonti locali hanno raccontato che i rapitori li hanno costretti a scendere dalla loro auto per salire su un’altra; poi hanno gettato a terra i loro telefonini; e infine sono fuggiti «in una zona desertica e impervia del Paese», verso il sudovest.
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22 Luglio 2015
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