La buona scuola
6:11 pm, 5 Luglio 15 calendario

Tutta in salita la strada per il referendum

Di: Redazione Metronews
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SCUOLA. Se ne parla da molto, da quando questo governo ha mostrato tanta arroganza mai vista nella storia della Repubblica. Se ne parla in modo più insistente da quando con un colpo di mano tutte le proposte alla commissione istruzione alla Camera vengono rigettate senza essere discusse, perché stavolta la maggioranza lì il PD ce l’ha. Molti docenti invocano l’unica via democratica per abrogare una legge ingiusta, illegittima, incostituzionale. Sanno che ormai il percorso è segnato anche se pieno di colpi di mano e invocano l’arma democratica per eccellenza. Ma è bene notare che la via referendaria si rivela irta e piena di insidie, questioni che forse vengono sottovalutate.
Cosa occorre
Occorre innanzitutto raccogliere 500 mila firme. Poi dovrebbe essere approvato dalla consulta. Poi il referendum deve essere votato da almeno il 50% degli aventi diritto. Cosa non più facile in tempi in cui anche nelle regionali un elettore su due non si reca alle urne. Ovviamente, il governo indirebbe il referendum a fine giugno ed inviterebbe i cittadini ad andare al mare. Non sarà per nulla difficile liquidare il referendum come un capriccio dei docenti che per l’ennesima volta “non vogliono riforme”. E sarebbe un gioco da ragazzi impedire volta di spiegarne in tv e sui giornali le motivazioni del sì all’abrogazione. Di fango i docenti ne hanno ricevuto troppo. Del resto il colpo di mano sui media nazionali è sotto gli occhi di tutti. Qualsiasi persona capace di un minimo di obiettività si rende conto che un politico che fa un monologo in TV o scrive un articolo senza contraddittorio perde credibilità, anche mentre paradossalmente invoca il confronto, ma lo nega in TV. Purtroppo i giornali e le TV non dicono che ministro, sottosegretario e relatore disertano in continuazione ogni luogo di incontro in cui troverebbero i docenti pronti ad attenderli. Ci sono comunque altre vie forse meno rischiose del referendum per dichiarare illegittima, inapplicabile ed incostituzionale questa riforma. Queste vie sono immuni dal potere dei media e dalle scelte del governo, almeno finché potremo sperare nell’imparzialità del potere giudiziario.
SALVO AMATO

5 Luglio 2015
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