Cinema
6:45 pm, 8 Giugno 15 calendario

Pasotti regista con Arlecchino anarchico

Di: Redazione Metronews
condividi

CINEMA. Arlecchino sei tutti noi. Perché? «Perché è un po’ un simbolo dell’uomo contemporaneo alla ricerca di un’identità e che spesso si deve arrangiare, trasformando creativamente le poche risorse in qualcosa di nuovo». Parola di Giorgio Pasotti che per il suo debutto in regia sceglie proprio la maschera più nota della commedia dell’arte. Ed ecco “Io, Arlecchino” dall’11 giugno nei cinema, diretto da Pasotti (che è anche protagonista) affiancato da Matteo Bini. 
«Quello che mi viene da dire – ci dice Pasotti a proposito del debutto in regia – è che era un’esigenza che sentivo da molto, un’urgenza, ma, nel contempo, ho sentito da subito la responsabilità di questa scelta, la posta in gioco, e per questo sul set ho cercato di essere,se non severo,rigoroso». Nel film Pasotti è un figlio che si rapporta a suo padre ma nella realtà è anche un padre. È altrettanto rigoroso? «Non come vorrei. Ho una bambina e vorrei riuscire ad essere più severo. Ma basta un suo sorriso, un suo disegno e mi sciolgo». Sulla scelta di  esordire dietro la  macchina da presa con la figura di Arlecchino? «Ho pensato all’Arlecchino rappresentato da Giorgio Strehler, ho pensato alla sua  universalità e al fatto che, stranamente,  al cinema un Arlecchino non è mai stato rappresentato». L’Arlecchino che vedremo è «attualizzato. Ho voluto mettere in scena la sua anarchia, il fatto che a lui tutto sia concesso.  L’Arlecchino che il pubblico vedrà è una figura anarchica, libera, rivoluzionaria, tutto ciò che amo e che conta».
SILVIA DI PAOLA

8 Giugno 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo