amianto
8:23 pm, 23 Febbraio 15 calendario

Cassazione su Eternit niente risarcimenti

Di: Redazione Metronews
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ROMA «Per effetto della constatazione della prescrizione del reato, intervenuto anteriormente alla sentenza di primo grado, cadono tutte le questioni concernenti gli interessi civili e il risarcimento dei danni». Lo scrive la Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza del processo Eternit, che lo scorso novembre si è concluso con la prescrizione del reato di disastro contestato all’imprenditore svizzero Strephan Schmidheiny. Dunque niente risarcimenti. Secondo la Cassazione sono passati «ben oltre i 15 anni previsti per la prescrizione» tra la data del fallimento del gruppo che produceva manufatti di amianto (1986) e la sentenza di primo grado (2012).
M5S: non basta allungare la prescrizione
Per la Suprema Corte, inoltre, nel processo Eternit la Corte d’Appello – per aggravare la pena – «ha inopinatamente aggiunto all’evento del disastro eventi estranei e ulteriori, quali quelli delle malattie e delle morti, costitutivi semmai di differenti delitti di lesioni e omicidi». Molte le repliche politiche. «Non basta allungare i termini della prescrizione ma bisogna legarla agli effetti del reato – sottolinea il M5S – esistono reati, come quelli legati all’amianto, che comportano malattie con decenni di latenza».
Inchiesta Eternit bis
Il pm torinese Raffaele Guariniello ha chiesto il rinvio a giudizio per Schmidheiny nell’inchiesta Eternit bis. Questa volta il reato contestato al magnate svizzero è  omicidio volontario e riguarda la morte di 258 persone, tra operai e residenti, avvenute fino al 2014 nelle zone degli stabilimenti Eternit. Quanto alle motivazioni della sentenza, Guariniello nota che la Cassazione «adotta un’idea di “disastro” diversa rispetto alla sua pronuncia su Porto Marghera».
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23 Febbraio 2015
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