Ucraina
8:02 pm, 8 Febbraio 15 calendario

Guerra in Ucraina appesa ai colloqui di Minsk

Di: Redazione Metronews
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UCRAINA Obiettivo incontro mercoledì a Minsk per discutere un piano di pace per il conflitto nel sud-est dell’Ucraina. È stato deciso nella conference call alla quale hanno partecipato la cancelliera tedesca Merkel, il presidente francese Hollande, il presidente russo Putin e quello ucraino Poroshenko. Anche se da Mosca arrivano delle puntualizzazioni:  «Stiamo cercando di organizzare la riunione a Minsk mercoledì se nel frattempo si troveranno accordi su una serie di punti che abbiamo discusso intensamente», ha affermato Putin. Tra i punti controversi, la definizione della linea di demarcazione dopo l’avanzata dei secessionisti, la distanza di arretramento delle armi pesanti, il controllo della tregua e dei confini russo-ucraini (che secondo l’occidente sono usati dai russi per inviare armi e rinforzi), lo status delle aree controllate dai ribelli. Secondo il presidente ucraino l’obiettivo dei colloqui è raggiungere un cessate il fuoco «immediato e incondizionato» da entrambe le parti. 
I preparativi della riunione si terranno oggi a Berlino, mentre domani sarà convocata una nuova riunione del gruppo di contatto tra Kiev e i separatisti filorussi con la mediazione di Mosca e dell’Osce. In questa riunione si affronteranno questioni come il cessate il fuoco e un meccanismo di supervisione dei precedenti accordi. «Non c’è alternativa alla soluzione diplomatica», ha detto l’alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. Ancora non è possibile sapere, ha detto, se gli sforzi diplomatici degli ultimi giorni avranno successo, «ma è nostro dovere tentare». E sostegno all’Europa è stato confermato dal segretario di Stato John Kerry: «Non ci sono divisioni e spaccature. Siamo uniti e lavoriamo a stretto contatto a sostegno dell’Ucraina». Ma da Mosca continuano ad arrivare altolà rispetto alle ipotesi valutate dagli Stati Uniti di fornire armi difensive al governo ucraino e di incrementare le sanzioni economiche contro soggetti russi. Il confronto con la Russia nell’est dell’Europa può ancora precipitare.
Il Donbass, l’area contesa
Dopo la rivoluzione filoeuropea del febbraio 2014 contro il regime filorusso, Mosca ha annesso la penisola di Crimea, mentre la crisi ha preso una piega militare nel Donbass, l’insieme di regioni orientali di Donetsk e Lugansk, da tempo abitate prevalentemente da persone parlanti russo e di confessione ortodossa. La vera e propria guerra civile è iniziata a metà aprile 2014. L’11 maggio si tennero referendum non riconosciuti per l’indipendenza dell’area. I morti da aprile secondo l’Onu sono 5.300, i profughi 1 milione. Dopo le fiammate estive e la tregua di Minsk a settembre, la guerra è ripresa su vasta scala a metà gennaio. 
OSVALDO BALDACCI

8 Febbraio 2015
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