Unioni civili
6:30 pm, 29 Gennaio 15 calendario

La Diocesi di Roma contro il Comune di Roma

Di: Redazione Metronews
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ROMA Duro attacco della Diocesi di Roma alle Unioni civili, votate mercoledì in Campidoglio. «Assolutizzando il riconoscimento dei diritti individuali, il Campidoglio ha deciso di tutelare e sostenere le Unioni civili, alle quali non sono chiesti doveri e obblighi, e quindi di discriminare consapevolmente la famiglia, società naturale fondata sul matrimonio, come recita la Costituzione. Si tratta di un bluff ideologico». Lo scrive “Roma 7”, il supplemento di Avvenire pubblicato dal Vicariato di Roma. Secondo il direttore, Angelo Zema, la decisione del Comune di Roma rappresenta «una tappa altamente simbolica di un percorso anti-famiglia già segnato da vari passi, dall’abolizione dell’esenzione del terzo figlio per la quota dell’asilo nido (seguita dallo stop del Tar) ai progetti educativi nelle scuole   ispirati al gender».
Rincara la dose il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, dai microfoni di Radio Vaticana. «Quello del Comune di Roma è un atto di pressione politica», ha esordito il porporato. «Io al sindaco Marino mi sentirei di dire quello che già ho  avuto modo di dirgli in privato, e cioè che Roma dinanzi a problemi  enormi, di cui i cittadini esprimono anche in maniera sofferta la  difficoltà, avrebbe bisogno di un impegno su fronti diversi e non  quelli certamente di una pressione politica per modificare l’istituto  matrimoniale”, sottolinea Vallini a Radio Vaticana.    “Di questo problema se ne è parlato più volte. Io stesso ne ho parlato anche al sindaco, sapendo bene che non si tratta di un atto di valenza giuridica, ma soltanto di un gesto che ha tutto il sapore di essere  una pressione politica, cioè di creare una  cultura che è una realtà diversa dalla esperienza umana, dalle relazioni umane, particolarmente del matrimonio. Il matrimonio è un  fatto di natura, è un fatto sancito dalla Costituzione e, dunque, qui  si vorrebbe stravolgere anche il dettato costituzionale, sapendo che  non lo si può fare, perché non ha valore”.  Vallini precisa che “nessuno va ad impedire – poi ognuno se la vede  con la sua coscienza -, ma chiamare matrimonio ciò che matrimonio per  natura non è, è un’altra cosa. Quindi in questo senso non possiamo  essere d’accordo. E’ una pressione di tipo politico, per indurre una  diversa concezione della vita matrimoniale, sulla quale non siamo  d’accordo. «Al sindaco Marino  io mi sentirei di dire che Roma dinanzi a problemi enormi, di cui i cittadini esprimono anche in maniera sofferta la difficoltà, avrebbe bisogno di un impegno su fronti diversi e non quelli certamente di una pressione politica per modificare l’istituto matrimoniale».
 
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29 Gennaio 2015
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