terrorismo
12:20 pm, 8 Gennaio 15 calendario

I vignettisti arabi protestano a colpi di matita

Di: Redazione Metronews
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PARIGI “Quando sento la parola pistola, prendo in mano la mia penna”. E’ questo il testo usato dal disegnatore libanese Mazen Kerbaj per accompagnare la vignetta che ha realizzato a commento dell’assalto sferrato ieri da terroristi alla sede del settimanale  francese Charlie Hebdo e costato la vita a 12 persone. “Io penso, per questo non ci sono più”, è il testo di un’altra vignetta dello stesso disegnatore che, come molti altri nel mondo arabo, hanno commentato in stile l’attentato nel quale sono rimasti uccisi, tra gli altri, Charb, nome d’arte di Stephane Charbonnier, 47 anni, alla guida di Charlie Hebdo dal maggio 2009, e altri tre vignettisti: Cabu, Tignous e Georges Wolinski.
Anche la disegnatrice tunisina Nadia Khiari, autrice del celebre gatto Willis da Tunisi, ritrae il suo protagonista con una matita insanguinata. “Oggi avete ucciso dei disegnatori, ma una moltitudine di disegnatori sta per nascere”, scrive l’nsegnante di belle arti, che a settembre è stata insignita a Forte dei Marmi con il Premio Satira Politica 2014. Una matita insanguinata e fatta a pezzi da un estremista è anche il disegno scelto dal caricaturista tunisino Chedly Belkhamsa.  Una matita come arma è invece stata disegnata dall’egiziano Cheb Makhlouf che “in solidarietà con Charlie Hebdo” si ritrae, matita in pugno, mentre sfida un terrorista mascherato che imbraccia un kalashnikov. 
Il caricaturista tunisino ‘Z’ ritrae invece un uomo, la cui testa è trasformata in un tritacarne manuale: una mano uomo ruota la manovella urlando Allah Akbar e dalla sua bocca escono una serie di pallottole. Samandal, collettivo di disegnatori libanesi, sceglie invece una vignetta a lutto. Sfondo nero, gli autori hanno optato semplicemente per dire che loro, ora, “sono Charlie”.   Il vignettista sudanese Khalid Albaih sceglie invece un’altra prospettiva e ritrae un uomo, che dice di essere “solo un musulmano” e che viene accusato da un estremista alla sua sinistra di “stare con gli infedeli” e da un uomo con il mondo disegnato al posto della testa di “stare con i terroristi”.
E’ invece una penna insanguinata quella che disegna l’attivista e caricaturista siriano Ali Ferzat e “dedicata a tutte le vittime del pensiero, dell’arte e dell’espressione, qui nel mondo arabo e in tutto il mondo”. Lo stesso Ferzat ha rischiato la vita per la libertà d’espressione, costretto a lasciare la Siria per gli Emirati a causa delle minacce ricevute dal regime di Bashar al-Assad. AKI
 

8 Gennaio 2015
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