CAPODANNO SENZA VIGILI
6:27 pm, 2 Gennaio 15 calendario

Vigili assenteisti “Esasperati dal Comune”

Di: Redazione Metronews
condividi

ROMA Quello che è successo nella notte di Capodanno a Roma, con un percentuale di vigili assenti dal lavoro pari all’83%, mentre oltre mezzo milione di persone festeggiava per le strade della Capitale, potrebbe ripetersi ancora. In particolare per il derby tra Roma e Lazio, uno di quegli eventi che richiedono una presenza straordinaria della polizia locale. Metro ha chiesto al segretario regionale del Sulpl. Alessandro Marchetti, cosa è successo la sera del 31 gennaio.
Stamattina il primo tweet del premier Renzi era dedicato ai vigili romani e ai troppi assenti per un evento programmato da tempo e che richiedeva uno sforzo straordinario da parte della polizia municipale. E le sue parole non sono state tenere.
Vorrei chiarire prima di tutto che quanto accaduto a Capodanno non è stato dettato dal nostro o da altri sindacati. Il fatto è che il Campidoglio e il comandante dei vigili Raffaele Clemente hanno troncato ogni forma di dialogo con i lavoratori della polizia locale. A parte il numero di assenti per malattia o per altri motivi, c’era una quota consistente di colleghi che poteva scegliere di lavorare quella sera, approfittando degli straordinari, e non lo ha fatto. Una cosa del genere non accadeva da 30 anni.
Resta il fatto che quella sera gli assenti per malattia, per congedi, o per altri motivi (come la richiesta di andare a donare il sangue) erano 83 su 100. Le sembra un dato normale?
Io questo non lo so. È certo che molti vigili erano in malattia da almeno una settimana, che chi era malato potrà esibire un certificato medico, che chi ha scelto di donare il sangue lo ha fatto rispettando la legge. Se ci sono state irregolarità emergeranno. Il dato reale è che molti erano in ferie, e chi poteva lavorare facendo gli straordinari ha preferito restare a casa. E non è una scelta facile in tempi di crisi.
Lei come la spiega questa scelta?
Credo di interpretare lo stato d’animo dei vigili romani se dico che il loro è stato un rifiuto personale nei confronti di un’amministrazione che ad agosto ha imposto un contratto decentrato che ci chiede di fare più multe. È stato un no al piano anticorruzione del comandante che prevede la rotazione territoriale e non delle mansioni, e che vuole spostare per primi i centralinisti, e non credo che loro siano dei potenziali corrotti.
Ma non pensa che un comportamento del genere venga percepito dai romani come un atto irresponsabile? Ci sono giornate eccezionali, come la notte di San Silvestro, o i derby, in cui ci si aspetta da categorie come la vostra un senso di responsabilità che esula dalle battaglie sindacali
Ripeto che quello che è accaduto il 31 dicembre non è una battaglia sindacale. È il risultato dell’esasperazione dei vigili romani. Il senso di responsabilità lo dimostriamo tutti i giorni. Nell’ufficio in cui presto servizio, presso la Procura, ci sono 5 pattuglie e una sola auto. Eppure mandiamo avanti incarichi sul territorio molto delicati, compresi servizi di polizia giudiziaria.
Il braccio di ferro con l’amministrazione dura da mesi. Durante lo stato di agitazione avete indetto assemblee in giorni feriali e nelle ore di punta massima del traffico cittadino. Le azioni eclatanti non sono mancate. E il suo sindacato ha annunciato nuove iniziative anche in giorni critici per la tenuta del traffico. Non rischia di essere un boomerang per i vigili? Non pensa che agli occhi dei romani possiate apparire come un corpo che rema contro la città?
I vigili purtroppo sono antipatici per definizione. Ma per farci ascoltare non abbiamo altre possibilità. Abbiamo un comandante sordo alle nostre richieste, è un generale senza esercito, che dovrebbe ripassare l’arte della guerra di Sun-Tzu e comprendere che un buon capo deve saper parlare ai suoi.
PAOLO CHIRIATTI

2 Gennaio 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA