Demetrio Albertini
5:38 pm, 18 Dicembre 14 calendario

Allenarsi alla solidarietà Il mio impegno con Amref

Di: Redazione Metronews
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MILANO. Esporsi o non esporsi, molte volte mi sono domandato se fosse giusto rendere pubblico il mio impegno nell’aiuto alle persone in difficoltà. E la risposta è sempre stata sì. Da anni aiuto le popolazioni africane facendomi portavoce di Amref, la più grande organizzazione che si occupa di salute in Africa. Noi, personaggi “in vista”, ci impegnano con marchi commerciali, mettiamo la faccia per loro. Perché non dovremmo farlo con chi giorno dopo giorno si impegna affinché questo mondo possa essere migliore? Ecco allora che non solo dico sì a prestare la mia faccia, ma spero che il mio impegno possa fare da traino per portare altri sportivi, personaggi dello spettacolo, ma soprattutto gente comune per cause di giustizia sociale. Se con il mio volto posso rubare l’attenzione di chi legge il giornale, fargli sapere che ogni giorno 400 bambini africani rimangono orfani perché le madri muoiono di parto, e posso chiedergli di fidarsi e darci una mano, in qualsiasi modo egli scelga, perché non farlo. 
Donare non solo a Natale
Scendere in piazza, coinvolgere i propri amici per una causa buona, donare per un progetto… In tanti modi si può aiutare e non solo a Natale. Quando faccio tutto questo, oltre a saper di aver aiutato madri e bambini che vivono in condizioni di miseria assoluta alle prede di diarree o mancanza di cibo che possono spazzarli via con un niente, mi sento sereno, appagato. È vero, è difficile, tremendamente difficile, il momento che viviamo in Italia, ma anche qui ci metto la mia faccia dicendo che è il momento di non ripiegarsi su se stessi, occupandosi solo del “proprio orto”. Sono d’accordo con chi dice che dobbiamo avere a cuore anche gli italiani, insomma chi ci è più vicino fisicamente. Una scelta non pregiudica l’altra, anzi tutto è strettamente legato, pensiamo ad Ebola. Questo virus che ha ucciso oltre 6.800 persone ci ha iniziato a spaventare così tanto quando abbiamo cominciato a pensare che potesse arrivare anche nel nostro Paese o nei Paesi cosiddetti sviluppati. Questa è una chiara dimostrazione che pensare alla salute di chi è lontano, delle popolazioni africane, non è solo preoccupazione delle associazioni di volontariato. Ebola mi offre l’opportunità di rinnovare il mio appello per la salute degli africani. 
L’acqua bene prezioso
Mi vengono sempre in mente le cose che dico ai miei figli sull’importanza di non sprecare il cibo. Amref mi ha dato il là per un altro suggerimento a loro: l’acqua. Bene non solo da bere, ma per lavarsi le mani ed evitare le malattie. Per questo qualche anno fa, proprio per Natale ho fatto un dono ai miei figli, che non è arrivato direttamente a loro, ma che li ha fatti molto felici. Ho donato un pozzo per un villaggio sperduto del Kenya, che ancora oggi serve 200 persone. Che offre loro non solo l’acqua ma anche la possibilità di irrigare un orto e viverne dei frutti che produce. Il mio lavoro mi ha permesso questo gesto, che magari per altri può essere dispendioso, ma ho fatto una cosa che era alla mia portata. Ho trovato il mio modo. Sono convinto che beneficeranno di quel pozzo non solo gli africani, ma anche i miei bambini, perché avranno fatto l’esercizio di pensare agli altri, di pensare ad un mondo che va al di là di quello che vedono ogni giorno. Allenarli alla solidarietà. Cerco di trasmettere loro quello in cui credo, i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori, perché è importante che i genitori oggi siano degli esempi, non solo a parole. Pensare agli altri anche attraverso un Natale solidale – con doni che possono aiutare le madri africane a partorire o con altre idee Amref, può essere un modo per allenarsi alla solidarietà. Io continuo a mantenermi in forma, spero anche voi.
DEMETRIO ALBERTINI

18 Dicembre 2014
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