6:03 am, 2 Ottobre 14 calendario

Mai rimpiangere le occasioni perdute

Di: Redazione Metronews
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Quale sarebbe stata la mia vita oggi se invece di quello che ho fatto, avessi scelto un’altra strada? Se mi fossi sposata con quell’uomo invece che con mio marito. Se non avessi fatto figli e pensato più alla carriera. Sono le famose “Sliding doors”: entrare in una porta piuttosto che in un’altra. E ritrovarsi con un destino diverso. «Soprattutto noi donne abbiamo l’abitudine di dire: ho fatto questo ma è stata una scelta sbagliata: avrei dovuto fare un’altra cosa» dice Antonella Boralevi che nel suo ultimo romanzo “La locanda delle occasioni perdute” (Rizzoli, p. 213, euro 18), affronta proprio questo tema. Lei ha immaginato che a Parigi, nascosto in un dedalo di stradine dietro il Palais Royal ci sia un misterioso ristorante con un menù speciale: invece della scelta tra le varie portate, c’è la possibilità di scorrere le varie occasioni perdute della nostra vita. E di sceglierne una… Sì, ho inventato un posto – che nel romanzo è il ristorante ma che in realtà è dentro di noi – dove ci viene data la possibilità di guardare negli occhi il nostro passato. Un menù pesante quello che sfoglia Mirella, la protagonista. Rivivere tutti i ricordi, i desideri, i sogni che ci hanno reso quello siamo oggi, e anche vedere i rimorsi, le delusioni, le pagine che avremmo voluto cancellare o vivere in un altro modo, che effetto ci fa? Assolutamente benefico… le occasioni perdute, le cose che, col senno di poi, pensiamo che avremmo potuto fare o non fare, messe in fila e affrontate non ci turbano più.  Ma qual è il meccanismo che ci porta a rimpiangere le occasioni perdute? Gli antichi lo chiamavano cupio dissolvi, il desiderio di perdersi. Si comincia a ragionare sull’infanzia, l’università… È una fascinazione maligna, un buco nero.Tantissime persone praticano quotidianamente il lamento: cosa avrebbero potuto essere e non sono.  Come aiutarle?Capita perchè ciascuno di noi non vive la vita che sta facendo ora. In realtà, ed è questa la conclusione del libro, la soluzione è vivere il presente. Solo il presente ci da la gioia, la felicità. Solo nel presente abbiamo la libertà di vivere.  Antonella Fiori

2 Ottobre 2014
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