6:03 am, 12 Giugno 14 calendario

Riassunti dopo lo scandalo Interrogazione di M5s su Trenord

Di: Redazione Metronews
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 trasportiDue interrogazioni regionali in arrivo sulle vicende di Trenord denunciate martedì da Metro. La prima, a firma Pizzul (Pd) intende investigare sui 49 milioni di euro che, per il mensile “Osservatore ferroviario”, persi  dall’Azienda nel solo 2013 a causa di treni e carrozze soppressi per mancanza di manutenzione.
La seconda, a firma Iolanda Nanni (M5s), vuole fare chiarezza sui 5 quadri responsabili della gestione dei turni licenziati a marzo dopo la scoperta di una gigantesca mole di straordinari gonfiati. In particolare, la Nanni vuole capire perché due di loro sono stati riassunti dalla settimana scorsa. «Con Trenord non si riesce a sapere mai nulla. Anche a me, consigliere regionale, negano l’accesso agli atti, sostenendo che non ho titolo a informarmi della gestione di un’azienda che per metà è di Regione Lombardia», dice. La storia A far scoppiare lo scandalo degli straordinari gonfiati per viaggi mai fatti che facevano lievitare gli stipendi dei macchinisti dai 2mila euro ordinari ai 5mila, fu un’indagine interna dell’azienda. Ora, due dei 5 licenziati, che avevano avviato una procedura di conciliazione gestita dalla Filt Cgil, sono rientrati in Trenord, sebbene demansionati. Altri tre, invece, si sono rimessi al giudice.
L’aziendaTrenord, alla domanda sul perché prima licenzi del personale ritenuto colpevole di illeciti e poi lo riassuma, risponde: “Le due persone hanno chiesto all’Azienda di valutare il loro rientro. L’Azienda ha valutato il loro reinserimento in una posizione non più di responsabilità ma di livello inferiore. Loro hanno accettato e son rientrati. I licenziamenti erano stati decisi perché venivano attribuite prestazioni lavorative non funzionali al servizio. Si ricorda che una serie di interventi organizzativi hanno permesso nell’ultimo anno di migliorare la organizzazione dei turni, consentendo di ridurre gli straordinari del 30%”.Il sindacatoRocco Ungaro, segretario Filt, spiegando il perché del patrocinio, sottolinea che, se ci fosse stato dolo, i lavoratori non sarebbero stati riassunti. E sugli straordinari gonfiati, dice: «C’è stata una minoranza che ha compiuto abusi, ma il vero boom di straordinari è stato dovuto alle richieste di Trenord, che impone di far viaggiare i treni anche se non ha convogli e personale sufficiente». andrea sparaciari

12 Giugno 2014
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