Coronavirus Italia

Culle vuote e più morti Calano i milanesi

Milano

A Milano nel 2020 i decessi sono quasi il doppio delle nascite: 16.692 contro 9mila. Questi i risultati al 29 dicembre registrati dall'Anagrafe cittadino nell'anno del Covid-19. La flessione delle nascite e la crescita dei decessi causata anche dalla pandemia hanno ridotto il numero dei residenti a Milano a 1.392.802, 11.629 meno di un anno fa. Il dato risente anche del fatto che - spiega una nota di Palazzo Marino - nel corso dei mesi di lavoro in smartworking, con la naturale diminuzione di alcuni servizi, gli uffici dell'Anagrafe hanno potuto realizzare una puntuale verifica sulle cancellazioni anagrafiche per irreperibilità, attestandone circa 6mila. Leonardo e Sofia sono i nomi più scelti in assoluto per i nuovi nati. Per ognuno di loro verrà piantato un albero in città nel corso della stagione agronomica, tra novembre 2020 e marzo 2021, quando nel territorio milanese verranno messe a dimora oltre 20mila piante. I decessi nel 2020 sono stati invece 16.692, aumentati anche a causa dell'emergenza sanitaria. Nel 2019 erano stati 13.836, a fronte di un numero di nascite di 10.537. La mortalità massima, negli utimi 20 anni era stata di 14.417 nel  2015.  

Nonostante il fermo assoluto delle cerimonie stabilito dal governo tra l'8 marzo e il 7 maggio e la ripresa delle celebrazioni in forma contingentata (solo gli sposi, due testimoni e l'officiante), sono 1.650 le coppie che si sono unite tra matrimoni civili (1.257), religiosi (281) e unioni civili (112). Di queste, più del 70 per cento è rappresentato da coppie italiane, il 20 per cento "miste", la restante parte straniere.

Ad oggi - ricorda il Comune - le cerimonie civili si svolgono nella Sala Formazione di via Larga ancora in forma ridotta e sempre con l'obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale. "Sebbene questa amministrazione fosse già sulla strada dell'innovazione - commenta l'assessora alla Trasformazione digitale e Servizi civici Roberta Cocco -, le conseguenze della crisi pandemica hanno portato a un'improvvisa accelerazione dei servizi digitali, che abbiamo potenziato e implementato grazie al lavoro fatto a partire dal 2016. Il 2020 è stato l'anno in cui abbiamo lanciato l'app del Fascicolo del cittadino, che in soli sei mesi è passata da 7mila a 70mila download; l'anno in cui i certificati richiesti online hanno sfiorato il 90 per cento del totale, così come le pratiche di iscrizione ai principali servizi del Comune, ai concorsi, la richiesta dei buoni spesa, solo per citare alcuni esempi". "Inoltre - conclude Cocco - lo smartworking ha permesso ai dipendenti dell'area Servizi al cittadino, solitamente impegnati allo sportello, di lavorare circa 24mila pratiche da remoto, riuscendo ad azzerare le richieste in sospeso. Anche nei drammatici momenti della pandemia, il Comune è rimasto vicino ai cittadini e lo ha fatto grazie al lavoro delle donne e degli uomini impiegati nei nostri uffici".

Articoli Correlati
Coronavirus Italia