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Apertura di Spadafora su palestre e impianti sciistici

Sport e Covid

SPORT VARI Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, intervenuto ad “Agorà” su Rai Tre, esclude che a gennaio si possa tornare a parlare di ammettere del pubblico negli stadi. Notizia tutto sommato scontata, certo. Meno scontata, invece, la “apertura” del ministro sulle palestre e sugli altri centri, come, ad esempio, gli impianti sciistici, che permettono agli italiani di fare sport: «La riapertura a gennaio è un mio obiettivo e un obiettivo raggiungibile», ha detto, «dobbiamo vedere però i dati della pandemia dei primi di gennaio. Non voglio fare promesse ma l’obiettivo di riaprire, pur con delle limitazioni, di palestre, centri danza e piscine, e tutte le altre attività importanti per il benessere degli italiani, credo sia possibile». Ha anche aggiunto di riconoscere l’entità degli investimenti fatti dai proprietari delle palestre. E ha incluso nel ragionamento, pur con tutte le cautele, anche gli impienti sciistici, specie con un occhio alle olimpiadi invernali di MIlano-Cortina.

Spadafora ha poi affrontato la spinosa questione del rischio sanzioni per il Coni da parte del Cio. Malagò aveva lanciato un allarme, suscitando il concreto timore che gli atleti italiani partecipino senza inno e bandiera alle prossime olimpiadi. Il ministro ha detto: «Malagò e il Cio ritengono che il Coni non abbia quell'autonomia funzionale e quell'indipendenza che tutti i comitati olimpici devono avere come previsto dalla Carta olimpica. In parte quello che dice è vero. Noi del resto la soluzione l'avevamo già trovata, ma le forze politiche hanno deciso che quel decreto non si sarebbe dovuto approvare... oggi io ripartirò da quel decreto e vediamo se stavolta in Cdm si troverà la convergenza».

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