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La madre di Elder: «Anche noi distrutti»

OMICIDIO CERCIELLO

ROMA Finnegan Lee Elder, il giovane turista americano imputato assieme all’amico Gabriel Natale Hjort per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, a Roma non ci sarebbe nemmeno dovuto essere, stando alla ricostruzione fatta ieri in corte d’assise da sua madre, Leah Lynn Elder (nella foto), e da Heidi Hjort, mamma di Gabriel.

«Il viaggio in Europa di Finnegan prevedeva tappe in Germania e Spagna. Si è fermato a Roma convinto da un amico. Sarebbe dovuto partire il 25 luglio ma poi è rimasto perché gli è piaciuta. Ho effettuato io dagli Usa le prenotazioni e gli acquisti dei titoli di viaggio», ha spiegato la donna in veste di testimone, rivolgendosi poi ai parenti del militare ucciso: «Abbiamo scritto una lettera per spiegare che il loro lutto è anche il nostro, che pure la nostra famiglia è distrutta. I nostri legali l’hanno consegnata a quelli dei familiari del vicebrigadiere, ma non abbiamo mai avuto risposta. Mio figlio Elder ha avuto problemi di droga sin da giovanissimo, ha tentato più volte il suicidio».

In aula è intervenuto in veste di testimone anche l’avvocato di Elder, Peters Greg, ricordando: «Quando andai a parlare con il ragazzo in cella, mi disse che Cerciello e il suo collega non si qualificarono e non mostrarono i tesserini, e che quando i due militari li raggiunsero davanti all’hotel le Meridien Elder e Gabriel erano convinti che fossero complici dell’uomo che aveva truffato i ragazzi con la falsa vendita della cocaina».

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