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Rispunta la patrimoniale riammessa la proposta

Tasse

Riammesso l'emendamento alla manovra a prima firma Fratoianni (Leu) e Orfini (Pd) sulla patrimoniale. E' quanto si legge nelle comunicazioni della commissione Bilancio sull'esito dei ricorsi.    La proposta che prevede l’istituzione di una imposta sostitutiva sui grandi patrimoni, si legge, è stata riammessa "in considerazione della difficoltà di effettuare una puntuale quantificazione riguardo alla stima degli effetti di gettito derivanti, fermo restando che più puntuali informazioni potranno essere acquisite in proposito dal Governo nel corso dell’esame dell’emendamento stesso".

L'emendamento chiede l'abolizione dell'Imu e dell'imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, per sostituirle con un'aliquota progressiva minima dello 0,2% sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Per il 2021, invece, la proposta di modifica prevede un'aliquota del 3% per i patrimoni superiori al miliardo di euro. L’emendamento prevede inoltre, per i patrimoni all'estero "suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia", multe che vanno dal 3% al 15% dell'importo non dichiarato. 

Riammesso all'esame anche l'emendamento di Iv, a prima firma Luigi Marattin,  che chiede il differimento della sugar tax, ma, si legge nelle comunicazioni della Commissione, "nel solo presupposto che dell’ulteriore proroga prevista dall’emendamento non si tenga conto ai fini dell’acconto 2022". In base a tale presupposto vanno considerati ammissibili anche le analoghe proposte di modifica avanzate dalla Lega e da Fi.  Inoltre viene considerato ammissibile anche l'emendamento,a prima firma del leghista Massimo Garavaglia, che prevede la costituzione da parte dell’Agenzia delle entrate di una piattaforma telematica dedicata alla compensazione di crediti e debiti derivanti da transazioni commerciali e risultanti da fatture elettroniche, ma con il presupposto "che il richiamo a un provvedimento dell’Agenzia delle entrate per la definizione delle modalità attuative possa considerarsi idoneo ad evitare effetti di gettito".

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