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Un Fisco più morbido per reggere la crisi

Coronavirus

ROMA Arriva il quarto decreto Ristori, dedicato soprattutto ai rinvii delle scadenze fiscali e alle dilazioni e facilitazioni per i pagamenti dei debiti. Riproposta anche l’indennità da mille euro per stagionali, intermittenti, lavoratori dello spettacolo, del turismo, delle terme. Un decreto sul filo di lana, perchè oggi scadevano gli acconti di Irpef, Ires e Irap per imprese e professionisti. Scadenza spostata al 10 dicembre per avere tempo di rinviarla ulteriormente al 30 aprile 2021 per chi potrà certificare un calo del 33% nei ricavi del primo semestre 2020 rispetto al 2019 (a meno che non si trovi in zona rossa o arancione). Allungate al primo marzo 2021 le rate della rottamazione e del saldo e stralcio, con previsto stop delle «ganasce fiscali».

Stop a spostamenti

Da ieri, intanto, Lombardia, Piemonte e Calabria dalla zona rossa sono passate a quella arancione, con i negozi aperti dopo un mese di chiusura forzata. E oggi gli studenti delle scuole medie torneranno in classe (ad esclusione del Piemonte). Situazione migliorata anche in Liguria e Sicilia, che passano in zona gialla; mentre protesta la Valle d’Aosta rimasta rossa (a suo dire per un’errata interpretazione dei dati).

Zona gialla rafforzata

Ora l’attenzione si sposta sulle misure di contenimento del contagio che saranno adottate dal Governo nel periodo natalizio e confluiranno nel nuovo Dpcm che dovrà entrare in vigore dal 4 dicembre. Per limitare gli spostamenti si pensa ad una «zona gialla rafforzata» con il divieto di movimento tra le Regioni, forse solo con deroghe per il ritorno a casa dei residenti e per ricongiungimenti con parenti malati o genitori anziani soli.

Balletto sulla scuola

Sulla scuola l’idea è quella di far rientrare tutti in classe - compresi liceali e ultimi due anni delle medie - dal 7 gennaio, ma sia il M5S che Italia viva insistono per riavviare la didattica in presenza, seppure parzialmente, già dal 14 dicembre. Sicura la conferma del coprifuoco alle 22, con l’anticipo delle messe di Natale. Possibile allungamento dell’orario dei negozi fino alle 21, mentre bar e ristoranti dovranno probabilmente abbassare le saracinesche alle 18 (e tenerle chiuse anche per le intere giornate di Natale e Santo Stefano). Senza ripensamenti anche la chiusura degli impianti sciistici.

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