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Un Natale in giallo A scuola dopo la calza

Coronavirus

ROMA «Oggi è una giornata importante: mi aspetto un RT che è arrivato all’1, sarebbe un segnale importante della riduzione del contagio. E mi aspetto anche che molte Regioni che ora sono rosse diventino arancioni o gialle. Sarebbe un bel segnale». Così il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, dopo la riunione tra Governo ed enti locali sui contenuti del Dpcm che seguirà quello in scadenza il 3 dicembre. Nell’incontro il governatore Fontana aveva chiesto con forza il declassamento della Lombardia da rossa ad arancione. La maggioranza delle Regioni ha auspicato una riapertura delle scuole solo dopo la Befana, visto che non è stato risolto il nodo dei trasporti (il Governo, che aveva ipotizzato un’anticipazione al 9 dicembre, ne ha «preso atto»). Ieri il Consiglio di Stato ha confermato l’obbligo di indossare la mascherina per i bambini di età superiore ai 6 anni.

Ristori per lo sci

I presidenti delle Regioni hanno anche chiesto al Governo di decidere subito se gli impianti sciistici debbano o meno restare chiusi sino all’Epifania e, nel caso, di mettere a disposizione le risorse per ristorare le attività danneggiate. Per ostacolare le fughe sciistiche oltre frontiera si sta ipotizzando una quarantena obbligatoria per chi rientra dall’estero. La maggioranza dei Paesi di confine (Austria esclusa) sono comunque concordi nel non riaprire gli impianti. Più difficile capire cosa accadrà per le famiglie riguardo i ricongiungimenti nel periodo natalizio. Il ministro Speranza è convinto che, anche se tutte le Regioni dovessero andare in zona gialla, sarebbe meglio evitare gli spostamenti interregionali.

I posti a tavola

Da decidere, inoltre, il numero di persone che possono partecipare alle tavolate. Dipenderà dalla curva dei contagi, con l’aggiornamento della mappa del rischio. Il Governo sta valutando se favorire il commercio con un prolugamento degli orari, ma non ci sarà alcuna modifica del coprifuoco alla vigilia di Natale. Intanto questa domenica dovrebbe tenersi un Consiglio dei ministri sul dl Ristori quater, atteso non solo per dare nuovi sostegni alle aree del Paese più colpite dalle strette, ma anche per l’indispensabile rinvio delle scadenze fiscali al 30 aprile per chi ha subìto perdite causa pandemia.

Ok a scostamento

E ieri è arrivato il via libera della Camera al nuovo scostamento di bilancio di 8 miliardi. Anche il centrodestra, unito, ha votato a favore. Ci sono stati solo 6 astenuti (tra cui i deputati di Azione e Più Europa). Un voto accolto con soddisfazione dal presidente del Consiglio: «Un ottimo segnale in questo momento di particolare difficoltà». Da parte sua, il centrodestra ha incassato l’impegno del Governo sul fatto che le risorse andranno a sostegno dei lavoratori autonomi e a coprire la sospensione delle scadenze fiscali.

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