News

Scuola, per riaprire si pensa al 9 dicembre

Coronavirus

ROMA «La didattica in presenza a scuola va riattivata il prima possibile». Parola del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha indicato con chiarezza la priorità dell’esecutivo: non i campi da sci, ma le lezioni. Quando verranno riaperte tutte le aule? «Non appena la curva dell’epidemia lo consentirà». Circola la data del 9 dicembre, che costituirebbe un’apertura simbolica prima delle feste di Natale. «Il 9 dicembre potrebbe essere una buona opzione - ha commentato Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico - bisogna far ritornare ragazzi e docenti a scuola garantendo la sicurezza, il rischio deve diventare compatibile con la disponibilità di risorse per tamponi in tempo reale e tracciamento».

«Non c’è rischio zero»

«L’apertura delle scuole non è a rischio zero - ha proseguito Miozzo - però è un rischio sicuramente inferiore di immaginare i ragazzi liberi di andare nei centri commerciali senza regole ed è un rischio che prende in considerazione la salute psicofisica dei ragazzi. Non è pensabile lasciare milioni di giovani nella didattica a distanza per un anno intero. Avremo dei liceali che arriveranno alla maturità avendo fatto solo un mese di scuola in presenza».

L'industria dello sci

Si scalda, intanto, lo scontro sul fronte dell’industria dello sci. Sarà possibile sciare in Austria (che avvia screening di massa) e non in Italia? «Ho parlato con Michel e Von der Leyen - ha replicato il premier Conte - serve una risposta coordinata Ue sui campi di sci. Non possiamo pensare di poter vivere delle vacanze natalizie in montagna come negli altri anni. Ci stiamo premurando di evitare trasferimenti transfrontalieri. Chi andrà all’estero non potrà rientrare senza controllo sanitario». Una perdita di indotto «pari a 20 miliardi», una cifra vicina all’1% del Pil nazionale. Questo il danno del possibile stop alla stagione invernale secondo gli assessori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli, che si sono appellati al ministro dell’Economia. Ma Gualtieri è impegnato anche sul fronte Ue. Secondo Conte il prossimo Consiglio Europeo sarà decisivo per sbloccare il Recovery Fund, nonostante i veti.

METRO

Articoli Correlati
News