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Rocco Hunt: «In italiano, spagnolo e napoletano sarà il mio canto libero»

ROCCO HUNT

MUSICA Dalla vittoria del Festival di Sanremo 2014 nelle Nuove proposte – col brano “Nu juorno buono”, anche Premio Lele Luzzati e Premio Assomusica –, Rocco Hunt, ne è passata di acqua sotto i ponti. Eppure sembra ieri….
«La mia vittoria col brano Nu juorno buono è stata una pagina importante che mi ha cambiato la vita, mi ha fatto conoscere al grande pubblico, anche se avevo già una gavetta importante alle spalle nell’hip-hop. Grazie al Festival ho avuto la soddisfazione di rappresentare la mia terra, parlando dei suoi problemi ma comunque in una chiave positiva. È stato molto bello tornare in tv da Amadeus ad AmaSanremo, dedicato ai giovani, e ricantare a distanza di anni quel pezzo, che ogni volta mi dà le stesse emozioni ed è ormai un evergreen».

L’estate Covid è finita, ma non la pandemia… per fortuna la musica aiuta a sopportare l’isolamento. E la bella hit “A un passo de la luna”, cantata con Ana Mena, è Disco di Platino in Spagna. Hunt, è soddisfatto?
«Sono molto soddisfatto di aver raggiunto un bel traguardo con la mia amica Ana, abbiamo fatto questa canzone che va molto bene in Spagna, dove in questi giorni a Madrid facciamo promozione pure in tv. Si è aperta una porta importante per me». 

Italia-Spagna da sempre sinonimo di un binomio musicale vincente.
«Italiani e spagnoli hanno un’ottima connessione e speriamo di poter mantenere fede alla bellissima tradizione canora che lega i paesi. Prima di me ci sono stati grandi come Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, spero di poter fare anche minimamente quel che loro hanno fatto qui». 

Nella versione italiana, “A un passo da la luna” è Triplo Platino e conta 160 mln di stream, dopo aver conquistato le classifiche e occupato la prima posizione della Top Singoli Fimi per 9 settimane! Eppure c’è stato un momento in cui aveva deciso di mollare.
«Non ho mai pensato di mollare la musica, è stato uno sfogo condiviso sui social e non ti nascondo sia servito per smontare e ricompattare tutto il team attorno a me. Dopo tre anni di assenza e silenzio ci tenevo a far sapere ai miei fan, anche impulsivamente, il disagio che stavo affrontando. Per fortuna poi dallo sfogo e grazie anche alla musica che ho pubblicato, le cose si sono capovolte e i successi che ho raggiunto dopo quel periodo così brutto e negativo non li avevo mai raggiunti prima. Anche nei confronti della gente, da lì è scaturito un senso di appartenenza maggiore. È stato un periodo duro, ma passato: spero non ritorni mai più».

Hunt, lei come ha affrontato il lockdown?
«Scrivendo tanta tanta musica, chiudendomi in studio e stando a casa. Siamo ancora in una sorta di lockdown, per lavoro noi abbiamo la possibilità e la fortuna, sempre facendo attenzione, di poter viaggiare quando tutti stanno fermi, ma sicuramente dobbiamo approfittare del lockdown per riflettere, scrivere e fare musica. Anche se sappiamo benissimo che senza i live, senza l’energia scaturita dagli spettacoli dal vivo il mondo musicale non è la stessa cosa, quindi speriamo che passi presto».  

Cosa si sente di dire a un giovane che vuol intraprendere il viaggio di rapper oggi?
«Ho solo 25 anni, tra qualche giorno ne farò 26, e per me c’è tanto ancora da imparare e da esplorare, ci sono nuovi mondi, nuove contaminazioni, nuovi giovani che si approcciano a questa cultura e quindi devo sempre rinnovarmi e stare al passo con i tempi. Come un device o un telefono, quando esce un nuovo aggiornamento lo devi fare sempre, questo è il senso della musica: stare sempre al passo con i tempi. Io mi sento giovane e non nella posizione di poter dare consigli, ma quel che mi verrebbe da dire a un amico che vorrebbe intraprendere questo viaggio è di essere sempre se stessi, credere nelle proprie potenzialità e divertirsi prima di puntare al successo: nessuno ha mai avuto successo perché puntava al successo, il successo è una conseguenza».

Progetti prossimi?
«Sto lavorando a nuova musica, in spagnolo, in italiano, in napoletano. Sto lavorando tanto, spero che passi questo periodo e di poter fare concerti: avevamo date al Palapartenope a Napoli, al Fabrique a Milano, all’Atlantico a Roma, quasi tutte sold-out e stiamo aspettando che si trovi una soluzione per poter tornare finalmente a fare concerti». 

 

 

ORIETTA CICCHINELLI

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