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Virus, alcune piazze verso la chiusura

ROMA CORONAVIRUS

ROMA Le immagini dello scorso week and, con il centro affollato, il litorale preso d’assalto e gli assembramenti nel mercato all’aperto di Porta Portese (“graziato” dal Dpcm) hanno convinto le autorità ad anticipare la circolare emessa lunedì dal capo di gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi nella quale si chiedeva di «convocare in via d’urgenza i comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica» per «programmare controlli più serrati». A roma ieri pomeriggio c’è stato il vertice durante il quale è emersa l’ipotesi di chiudere alcune piazze per contenere gli assembramenti.

Un provvedimento che sarà preso monitorando la situazione dei contagi, che nel Lazio è tornata a salire. Ieri sono stati effettuati oltre 29 mila tampoini, 6.793 in più di lunedì. I nuovi contagi registrati in regione nelle ultime 24 ore sono stati 2.608 (455 in più rispetto al giorno prima), 1.549 dei quali a Roma (+354), i decessi sono stati 36 (+20), tra i quali l’ex presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, e il presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo.

La Regione intanto metterà a disposizione entro la settimana 86 “tracciatori” in più, addetti a ricostruire eventuali contatti delle persone contagiate, oltre a 200 mila test antigenici che saranno effettuati dai medici generici. Critici invece i pediatri sulla possibilità di effettuare i tamponi nei loro studi medici. Secondo Maria Pia Graziani, medico responsabile del Comitato scientifico del Cipe (Confederazione italiana pediatri), questa procedura mette a rischio contagio «interi condomini».

Anche da parte del Comune ci si attrezza, in particolare per i meno fortunati. La sindaca Virginia Raggi ha infatti ricordato ieri che presso la stazione Termini è attivo il servizio gratuito di tamponi per i senzatetto e gli operatori sociali. Sono 330 i test effettuati qui a ottobre.      

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