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L'arrotino che vende fino a Bora Bora

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Quell’arrotino che un tempo girava di strada in strada oggi naviga online. Così un giovane artigiano veneto ha ripensato l’impresa artigiana di famiglia, puntando su Internet con la complicità del papà. Perché Livio Della Costa, venticinquenne con in tasca un diploma di perito elettronico, ha contribuito a trasformare la storica impresa nata addirittura nell’Ottocento scommettendo sull’e-commerce. Siamo ad Arzignano, paese di venticinquemila anime nella provincia vicentina e cuore del distretto della conceria. Da una piccola bottega con annesso laboratorio arriva la rivoluzione di un mestiere che ha fatto storia. «Da piccolo nel pomeriggio venivo sempre a trovare papà al lavoro nel negozio al piano terra, mentre al primo piano c’era casa dei nonni. Così ho imparato a fare i primi lavori manuali. Oggi produciamo e affiliamo coltelli per la ristorazione, l’agricoltura e per il distretto della conceria. L’affilatura non è da fabbrica, ma artigianale, fatta con cura», racconta Livio.
L’impresa fa parte della storia del territorio: la coltelleria è stata aperto dai nonni nel lontano 1960, ma la nascita affonda le radici nel secolo prima perché la famiglia, originaria di Schio, aveva aperto la prima attività addirittura negli anni ’30 dell’Ottocento, realizzando in casa i primi coltelli. «Ancora oggi quel legame è rimasto con la stampa del marchio di famiglia, quel DCL che identifica la nostra attività».
Nel 2018 l’apertura del sito Coltellipersonalizzati.com, piattaforma per la vendita online realizzata col supporto del team di Taeda Communication. Anche se già nel 2005 era stato aperto il primo sito internet e nel 2008 la prima pagina su Facebook. «Con l’e-commerce non mi aspettavo una risposta così dal mercato: ho investito poche centinaia di euro di pubblicità su Google e ho avuto subito un ottimo ritorno con quasi 30 ordini mensili. Una risposta immediata: il primo coltello lo abbiamo venduto un’ora dopo averlo pubblicato. L’e-commerce ci ha permesso di vendere non solo nei grandi centri urbani italiani, dove si concentrano la maggior parte dei miei clienti, ma anche fuori dai confini nazionali. Oggi utilizzo i social, prevalentemente Facebook e Instagram: qui pubblico tutti i giorni fino a cinque Stories», racconta Livio, che riceve richieste da Germania, Regno Unito, Francia, Brasile, Stati Uniti. «Abbiamo fatto persino una spedizione a Bora Bora: lì una giovane coppia di ristoratori italiani ci ha ordinato un set completo di coltelli per il loro ristorante», ricorda Livio.
Internet come risorsa con il lockdown. «Col negozio chiuso il sito ha continuato a funzionare fino a prendere oltre novanta ordini al mese. Così con la bottega chiusa non siamo andati in perdita. Poi il lavoro online permette di riprendere fiato dall’attività manuale che è sempre faticosa. E siamo anche riusciti ad acquistare il negozio accanto al nostro per creare uno spazio di vendita più ampio: il virtuale ci sta facendo ampliare il reale», sottolinea Livio, che col papà ha organizzato online la presentazione di una nuova linea di coltelli di fascia alta, andata subito sold out. La rete è proprio una passione di famiglia.
Giampaolo Colletti
@gpcolletti

 

 

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