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Per il sindaco Sala va «un filo meglio»

Milano

La situazione sanitaria in Lombardia «va un filo meglio» delle ipotesi fatte 10 giorni fa. Lo dice il sindaco Beppe Sala  dopo la riunione con il presidente della Regione Attilio Fontana e i sindaci dei capoluoghi di provincia lombardi. Sala esclude lockdown come  a marzo, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori parla di ulteriori strette alla socialità, Fontana intanto sta alla finestra ad aspettare il dpcm del Governo.  
Ma cosa dicevano le previsioni emerse 10 giorni fa in un vertice Regione Comuni? Ipotizzavano al 31 ottobre un tasso di occupazione delle terapie intensive attorno ai 600 posti letto, con una forbice tra  400 e 800. I dati di ieri indicano 435 i posti occupati nelle intensive, in calo i morti, 46. Ma le buone notizie finiscono qui perché il tasso di positività dei tamponi in regione sfiora il 22% (5.278 nuovi positivi in regione, 2242 nell’area metropolitana e 1025 a Milano città).
I medici chiedono ad alta voce «un lockdown efficace e immediato». Il presidente dell’Ordine dei medici di Milano Roberto Carlo  Rossi denuncia che ancora una volta i camici bianchi  lavorano «senza le necessarie attrezzature e materiali di protezione». «L'Asst Monza è già al collasso, gli infermieri stremati chiedono immediatamente rinforzi, da soli non ce la fanno a far fronte ai continui ricoveri» denuncia il sindacato Nursind. E all’ospedale San  Paolo non ci sono più letti liberi per i pazienti Covid, tanto che una cinquantina dormono sulle barelle.

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