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Gli anziani a casa e la lotta di classe pandemica

Maurizio Guandalini

La colpa. L’agnello sacrificale. Gli anziani. Gli over 70. Loro sono le persone più a rischio e vanno protette di più. Non costa niente. Perché sono in pensione, che devono uscire da casa, a far che? Nel lockdown di aprile le file ai supermercati erano ingrossate soprattutto da loro. Così in farmacia. Non rassicuriamoci che il discorso si esaurisce portando la spesa a domicilio. Nelle grandi città, e in provincia, nei paesini, gli anziani sono soli. Uscire di casa è un corroborante per la vita, incontrare qualcuno, un ciao veloce, un come va, e arrivederci a domani. L’appuntamento della giornata fuori dalle mura domestiche, trenta, quaranta metri quadri, la difficoltà a tirare alla fine della giornata, una decine di pillole da prendere nelle 24 ore. Tralasciamo i risvolti melodrammatici che non ci riguardano, ma relegarli al chiuso per settimane è una tortura mentale che fa da danni. Innesca una “lotta di classe della pandemia” che abbiamo sfiorato in economia, tra garantiti e precari. I giovani e i vecchi.  In più si caricano del peccato originale, rinchiudendoli in una riserva affibbiandogli cause e conseguenza della pandemia di cui molti anziani non sentono alcuna responsabilità. Lo facciamo per loro, dicono i sostenitori. Li invitiamo a mettersi nei panni di un settantacinquenne. In forma. Che  gioca a carte al circolo. Al pomeriggio Università della Terza età. Il caffeuccio con gli amici. Il nonno per due o tre nipoti. Di cosa state parlando? A chi giova, dopo che il virus non ci sarà più, la riserva indiana del pannolone? Strade pericolosissime. La Svizzera ha varato un protocollo in caso di sovraffollamento di terapie intensive che nega la rianimazione agli anziani malati di coronavirus. Età superiore a 85 anni. Età superiore a 75 con patologia grave. Stupore? A marzo in alcuni ospedali italiani gli anziani non erano rianimati  e lasciati morire senza famigliari. Sui diritti e sulle libertà si sta scavando un solco direttamente proporzionale alla spinta di fare ognuno da sé.

MAURIZIO GUANDALINI

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