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Governo in equilibrio sull’onda dei contagi

Coronavirus

ROMA Il premier Conte rilancia alla Camera l’invito del presidente Mattarella a «stare uniti». Ma i dati del contagio, seppure senza una drastica impennata, proseguono la loro corsa (26.831 nuovi casi con nuovo record di tamponi a 201.452) e la strada per il governo si fa stretta. «In tutta Europa il virus sta costringendo a fare un passo indietro - ha ricordato Conte - le chiusure sono servite a ridurre le occasioni di contatti».

«Sensibili alle proteste»

Bar, ristoranti, piscine non hanno colpe, la serrata non è stata causata dal mancato rispetto delle regole, «noi siamo sensibili alle manifestazioni dei cittadini e delle categorie. Il fatto è che occorreva agire subito». Si tratta di scelte - come quella sulla didattica a distanza nelle scuole e della chiusura dei cinema e teatri - che «ci sono costate molto», ha sottolineato il premier, auspicando «una risposta coordinata dell’Europa».

Il 4 si vota in Aula alla Camera

Mercoledì 4 novembre il presidente del Consiglio tornerà alla Camera per «comunicazioni sulla situazione sanitaria ed economica del Paese» e questa volta l’Aula potrà esprimersi con un voto. Un passaggio decisivo per l’esecutivo, già alla prese con malumori interni alla maggioranza (soprattutto da parte di Italia viva) e con più fronti aperti: dalle fughe in avanti di alcune Regioni sulle scuole (dopo la Campania, da oggi anche la Puglia terrà a casa tutti gli studenti), alla mancata risoluzione del nodo trasporti nelle grandi città, sino ai ventilati lockdown locali in caso di aggravamento territoriale della situazione.

«Lockdown, coinvolgere i sindaci»

«Al momento non c’è alcun progetto di lockdown sul mio tavolo - ha commentato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala - sarà necessario vedere prima gli effetti delle misure dolorose che sono già state prese. Se s’ha da fare, io da sindaco voglio vedere i dati, voglio essere partecipe della decisione e il mio governo mi deve dire come aiuterà la comunità milanese in difficoltà».

Verso sciopero generale

Altro fronte caldo è quello del mondo del lavoro. «Il blocco dei licenziamenti va mantenuto finchè c’è la cassa integrazione Covid - ha ribadito il segretario della Cgil, Maurizio Landini - se oggi non arriveranno risposte dall’incontro con il governo, come sindacati confederali siamo pronti alla mobilitazione sino allo sciopero generale. È sotto gli occhi di tutti il fatto che la situazione di crisi non sia superata e che i problemi non siano stati risolti». Ieri Conte ha ascoltato le richieste di Confindustria e delle altre associazioni di rappresentanza.

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