Fatti&Storie

Contagi in lieve calo La guardia resta alta

ROMA CORONAVIRUS

ROMA Un lieve sospiro di sollievo dopo i dati di martedì. Ieri nel Lazio i nuovi contagi da Covid sono stati 1.963, 30 in meno rispetto al giorno prima. E la Capitale è scesa sotto i mille casi: 993, 16 in meno rispetto alle 24 ore precedenti. Sono calati anche i tamponi effettuati 23 mila (martedì sono stati 2.275), ma sono clati anche i decessi: ieri sono stati 19, quattro in meno di martedì.

Il bollettino non fa abbassare la guardia alle autorità sanitarie: Ieri l’assessore regionale alla Salute Alessio D’Amato ha spiegato che in Regione si procede a un ritmo di 120 posti letto in più al giorno. Entro il 7 novembre arriveranno a 2.913, senza contare le terapie intensive e sub intensive, che oggi sono occupate per 31% rispetto alla disponibilità programmata. Inoltre è stato riattivato il Covid Center presso il Campus Biomedico sullaLaurentina e nei prossimi giorni saranno operativi anche presso il San Filippo Neri, l’ospedale Vannini, a Palestrina e ad Albano. Prosegue anche l’impegno della Regione a “stanare” i centri privati convenzionati per i test rapidi che non rispettano il prezzo di 22 euro.

Ieri è stata la volta delle proteste, del tutto pacifiche, promosse da Fipe Confcommercio Roma. I ristoratori si sono dati appuntamento in piazza del Pantheon, apparecchiando le tovaglie sul selciato, «perrché siamo a terra», ha spiegato il presidente Sergio Paolantoni, che ha aggiunto: «A Roma 5.000 ristoranti probabilmente non riapriranno più, e a rischio fallimento ci sono 50 mila attività su 300 mila». Alla manifestazione ha preso parte anche il leader della Lega Matteo Salvini, tra fischi e applausi.

Sul fronte delle proteste violente invece, sono 16 le persone fermate dalla Digos per i nuovi tafferugli in piazza del Popolo di martedì sera. La metà di loro milita nell’estrema destra di Forza Nuova, il resto è composto da ultrà di Roma e Lazio. Presenti tra i fermati anche alcuni minorenni.

Articoli Correlati
Fatti&Storie