Fatti&Storie

In arrivo ristori rapidi per le attività sacrificate

Coronavirus

ROMA «Abbiamo dovuto ridurre le principali occasioni di socialità per mettere in sicurezza il Paese ed evitare la prospettiva di un lockdown generalizzato. Ora le attività e i lavoratori che stanno facendo i maggiori sacrifici riceveranno ristori adeguati e rapidi». Così il premier Conte ha presentato il decreto legge varato ieri che mette sul piatto oltre 5 miliardi per sostenere le categorie più penalizzate dalle misure anti-Covid. I contributi a fondo perduto arriveranno a metà novembre direttamente sui conti correnti per le oltre 300 mila aziende che già avevano chiesto gli aiuti la scorsa primavera, ma saranno più consistenti.

Indennità per gli stagionali

Per gli altri, che non hanno una posizione aperta, i sostegni economici dovrebbero arrivare per metà dicembre. Prevista anche la sospensione dei versamenti contributivi per il mese di novembre e la cancellazione della seconda rata Imu in scadenza a dicembre. Il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione dureranno fino al 31 gennaio, con una estensione di sei settimane. Arriverà invece un’indennità da 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo e degli altri settori, e per i lavoratori dello spettacolo. Nel decreto sono previste infine due nuove mensilità di Reddito di emergenza, un credito di imposta degli affitti per tre mesi e risorse aggiuntive per consentire la somministrazione di 2 milioni di tamponi nei mesi di novembre e dicembre.

Un Natale di sangue

Un eventuale lockdown nel periodo delle feste brucerebbe 25 miliardi di spesa delle famiglie. È quanto emerge dal Rapporto Censis-Confimprese “Il valore sociale dei consumi”, che indica nel Natale l’orizzonte massimo di tenuta psicologica degli italiani di fronte a nuove restrizioni. A fine anno, a causa della seconda ondata di vincoli, si stima un crollo dei consumi per un valore complessivo di 229 miliardi (-19,5% in termini reali in un anno), a cui sarebbe associato un taglio potenziale di 5 milioni di posti di lavoro. Il solo retail subirà una sforbiciata di 95 miliardi di fatturato (-21,6%) e nel comparto si rischia la perdita di 700.000 addetti.

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie