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I giorni della ricerca torna la campagna Airc

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Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è tenuta al Palazzo del Quirinale l’annuale cerimonia dedicata a Fondazione Airc, appuntamento che inaugura “I Giorni della Ricerca”, iniziativa che, da 25 anni, informa l’opinione pubblica sui progressi raggiunti nell’ambito della prevenzione, della diagnosi e della cura del cancro, e coinvolge i cittadini alla donazione per sostenere nuovi programmi scientifici pluriennali. Il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Presidente Fondazione Airc e Firc Pier Giuseppe Torrani, hanno presentato al Presidente un anno di impegno comune per la cura del cancro e hanno messo in luce le gravi ripercussioni che la pandemia di Covid-19 ha avuto, e purtroppo sta ancora avendo, sui progressi della ricerca oncologica, rallentando l’attività nei laboratori e, soprattutto, il trasferimento dei risultati ai pazienti.

“L’anno in corso ha segnato le nostre vite di cittadini e ha fortemente inciso anche sul regolare svolgimento dell’attività di ricerca. Molti dei 5.000 medici e ricercatori sostenuti da Airc sono stati impegnati sul fronte del Covid19 – ha ricordato Pier Giuseppe Torrani - Alcuni hanno visto rallentare il lavoro di ricerca e gli studi clinici per la sperimentazione di nuove terapie contro il cancro, altri hanno messo in pausa i loro progetti per dedicarsi ai pazienti colpiti da Covid-19 e hanno contribuito con le loro conoscenze alla comprensione dei meccanismi biologici e immunologici del virus. A ciò si aggiunge il dato dell’Osservatorio Nazionale Screening che stima che nei primi 5 mesi del 2020 sono stati rinviati 1,4 milioni di screening con una ripercussione sull’identificazione delle nuove diagnosi e un conseguente ritardo nel curare la malattia. Ora, mentre si fronteggia una ripresa allarmante della pandemia, non possiamo però dimenticare che, con oltre 1.000 nuove diagnosi al giorno, il cancro resta una emergenza per il nostro Paese. Per tutte queste ragioni dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi. Per questo AIRC non si è mai fermata e tutta la struttura si è impegnata con dedizione a garantire la continuità delle attività operando con il lavoro a distanza. Mentre in Europa importanti charity si sono trovate a dover ridurre il sostegno ai programmi di ricerca, noi grazie alla costante fiducia dei nostri sostenitori e grazie al Governo e al Parlamento che hanno reso possibile l’erogazione di due annualità di contributi 5permille in un momento così delicato per il non profit, possiamo assicurare continuità ai finanziamenti per i nostri scienziati, rafforzando in questo modo la spina dorsale della ricerca nel Paese”. Al termine della cerimonia, il Presidente della Repubblica ha consegnato tre importati riconoscimenti a scienziati e sostenitori di Airc.

Numeri. La prima settimana di novembre, Fondazione Airc rinnova il tradizionale appuntamento con I Giorni della Ricerca per fare il punto sull’emergenza cancro e raccogliere nuove risorse per i ricercatori impegnati a contrastarla. Un momento che assume ancora maggiore importanza quest’anno in cui la pandemia di Covid-19 ha influito sui progressi della ricerca oncologica, rallentando l’attività nei laboratori e, soprattutto, il trasferimento dei risultati ai pazienti, in particolare per l’approvazione di nuovi farmaci o di nuove strategie terapeutiche. I numeri confermano che il cancro è un‘emergenza a livello mondiale, con cifre spesso superiori a quelle di molte grandi epidemie. Ricercatori e medici non possono permettersi battute d’arresto: in Italia si stima che quest’anno saranno diagnosticati 377.000 nuovi casi, più di 1000 al giorno. Per incidere su questi dati AIRC sostiene con continuità circa 5.300 scienziati al lavoro per sviluppare diagnosi sempre più precoci e trattamenti più efficaci e mirati per tutti i pazienti. Grazie anche a questo straordinario impegno, il nostro Paese si mantiene al vertice in Europa per numero di guarigioni: oggi ci sono quasi 3,6 milioni di italiani che hanno superato una diagnosi di cancro, con un incremento del 37% rispetto a 10 anni fa, e in molti casi hanno un’aspettativa di vita paragonabile a quella di chi non si è mai ammalato. AN

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