Salute

Gli ospedali del futuro si trasformano per la pandemia

Coronavirus

Un ospedale in grado di "trasformarsi" e di essere in grado di continuare a garantire la normale operatività, anche in caso di una pandemia, come quella da Covid-19. E' il nuovo "ospedale del futuro" proposto da Hospital Consulting in partnership con CSPE e THEO. Il progetto è stato depositato all'Ente europeo marchi e design e anche il marchio "Ospedale del futuro" è stato registrato.  

"Si tratta - spiega l'architetto Giulio Felli di CSPE- di una struttura pensata per la modernità, che può essere modificata in base alle esigenze del momento in breve tempo e senza che venga sospesa l'operatività". L'ospedale, secondo il progetto, è in grado di continuare a funzionare normalmente in caso di pandemia, fino alla quota del 51% di posti letto occupati da pazienti infetti.  

Questo progetto sarà al centro di un confronto nell'ambito del Forum Sistema Salute, che si svolgerà a Firenze e online il prossimo 5 novembre, dopo le prime due giornate dell'1 e 2 ottobre scorsi. Nel panel dedicato agli "ospedali intelligenti" si confronteranno Francesco Ripa di Meana, presidente di Fiaso - Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, direttori sanitari, rappresentanti delle Regioni, hospital designer. 

"Bisogna saper conciliare fino a quanto possibile le attività consuete con i momenti critici, perché abbiamo visto come in questa pandemia abbiamo dovuto sacrificare molte cure ordinarie e non ce lo possiamo permettere per più di un paio di mesi", spiega il professor Andrea Vannucci, direttore scientifico del Forum. "Occorre - precisa - intervenire con un approccio di rete, specializzando alcuni ospedali per determinate funzioni e tenendoli così liberi dall'emergenza. E poi occorre progettare ospedali che possano cambiare in funzione della domanda, con velocità e semplicità di allestimento, e di disporre prontamente di differenti tecnologie, mezzi e strumenti. Infine occorre una formazione che consenta di avere personale sanitario in grado di fare cose anche al di fuori delle pratiche quotidiane: infermieri e medici devono avere anche competenze da tirare fuori in un momento di emergenza che possono non essere quelle della propria specializzazione e del proprio ruolo abituale". AN

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