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«In sei mesi 1,6 milioni di screening rinviati»

La lotta contro il cancro

ROMA. «Non dobbiamo aprire le porte al cancro, dobbiamo chiuderle». Francesco Schittulli è il presidente nazionale della Lega italiana lotta ai tumori. Senologo, chirurgo oncologo, parla con i dati alla mano, di chi a che fare ogni giorno con «il cancro alla mammella, che oggi è  il big killer delle donne»....
Professore qual è lo scenario complessivo del tumore al seno che abbiamo davanti?
Il cancro al seno ha raggiunto il primato assoluto a livello di incidenza, quest’anno parliamo di 55 mila donne che ricevono questa diagnosi... ed è probabilmente un dato sottostimato.
Perché sottostimato?
Perché l’emergenza Coronavirus ha determinato gravi ritardi nella prevenzione, nelle terapie mediche e oncologiche.
Che tradotto in termini numerici vuol dire...
 Vuol dire circa 1 milione e seicentomila screening mancanti all’appello negli ultimi sei mesi. Si tratta di un rinvio delittuoso. Senza contare che c’è un esercito di oltre 800 mila donne in Italia che hanno vissuto l’esperienza del cancro al seno e delle quali ci si deve continuare a prendere cura, nonostante il Covid...
Perché accade?
Perché l’ansia generata dalla pandemia di Coronavirus si ripercuote sui pazienti, che hanno paura di andare in ospedale o negli ambulatori per fare controlli e analisi.
Cosa comporta il ritardo della diagnosi?
La prevenzione è “metodo di vita” e se la rallento avrò diagnosi tardive, una prognosi più severa e anche una aumento di costi, quindi una ripercussione sulla comunità. lancio una provocazione: perché insieme al numero dei contagi da Covid non facciamo anche il bollettino dei morti per cancro... sono 500 al giorno.
La campagna “Nastro rosa” quest’anno appare quindi ancora più importante?
La grande differenza rispetto al Covid è che il cancro sappiamo come sconfiggerlo. L’arma ce l’abbiamo già, è la prevenzione. La tempestività e la regolarità di diagnosi e cure fanno la differenza, c’è il 98% di guarigione con una diagnosi precoce. Nello scenario odierno, quindi, non dobbiamo dimenticare una serie di problematiche: diagnosi in fase precocissima, diagnosi in donne sempre più giovani; uniformità dello screening senologico; abbassamento dell’età dello screening; coinvolgimento del mondo scolastico; periodici controlli per le donne già colpite da cancro al seno.

SERENA BOURNENS

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