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Ats: «Non riusciamo più a tracciare tutti i contagi»

Milano

Stop a tutte le attività e agli spostamenti, salvo casi eccezionalì (motivi di salute, lavoro e comprovata necessità), nell’intera Lombardia dalle ore 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì 22 ottobre. Lo hanno chiesto all’unanimità al Governo, che per bocca del ministro alla Salute Speranza ha già detto di sì, i sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, il presidente dell’Anci, Mauro Guerra, i capigruppo di maggioranza e di opposizione e il governatore Attilio Fontana. preoccupati dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalle previsioni  secondo cui, al 31 ottobre, potrebbero  esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 in terapia non intensiva.  Si va anche verso la chiusura, sabato e domenica, della media e grande distribuzione, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità.  Come durante il lockdown.
Non un fulmine a ciel sereno dopo il grido di allarme di Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats Milano: «Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa». Demicheli quindi aveva chiesto misure più drastiche. Così come l’infettivologo del Sacco Massimo Galli e  il virologo Fabrizio Pregliasco.
Poco significativi i dati assoluti di ieri, dato il dimezzamento dei tamponi (da più di 30mila a 14577) con 1687 positivi in Lombardia, 814 nel milanese e 436 in città. 6 i morti, in calo rispetto ai 21 del giorno prima. Ma preoccupa il dato delle terapie intensive e dei ricoveri dei pazienti Covid aumentati del 100% in 7 giorni e il dato percentuale di positività dei tamponi, l’11%.
Il Covid ha sparigliato anche il programma della Scala: ieri sera prevedeva l’Aida in forma di concerto, ma a causa di due positivi tutto il cast è stato messo in quarantena ed è stato sostituito con un concerto di arie e altri artisti.  A Palazzo di Giustizia intanto si parla di focolaio, con tre pubblici ministeri positivi e altri in isolamento, aree chiuse e sanificate. Si comincia anche ad ipotizzare la sospensione dei processi.  
Intanto sia l’Aci che il centro destra stanno facendo pressione sul Comune di Milano perchè sospenda fino al 31 dicembre area B e area C, in modo da consentire il traffico privato e alleggerire l’impatto sulò trasporto pubblico, che viene considerato uno dei punti critici dei possibili contagi.

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