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Per Torino Danza debutta Quatuor

Torino Danza

TORINO Per Torino Danza 2020 (che calerà il sipario il 23 ottobre) debutta in prima nazionale alle Fonderie Limone di Moncalieri, domani (ore 20.45) “Quatuor” progetto e coreografia di Ambra Senatore che sarà in scena con Matteo Ceccarelli, Claudia Catarzi, Caterina Basso.

Il progetto sonoro è di Jonathan Seilman, le luci di Fausto Bonvini. Dieci anni dopo la creazione del suo primo pezzo di gruppo, “Passo”, la Senatore invita la stessa squadra di artisti a investire in una nuova creazione: armata delle esperienze individuali personali, dei viaggi comuni, la compagnia affronta la questione delle scelte che ogni individuo è portato a fare di fronte e in mezzo a un gruppo.

«Alla base di questa nuova creazione – spiega la Senatore –  il desiderio di condividere un nuovo processo creativo e la scena con i danzatori che 10 anni fa hanno preso parte al mio primo spettacolo. Da allora si è creata una complicità sempre mantenuta viva attraverso le tournée e altre creazioni condivise con gli uni o con gli altri. Nel tempo ognuno ha anche costruito vite diverse e un proprio percorso autoriale autonomo». 

«Abbiamo iniziato le prove a fine gennaio 2020 – continua l'autrice – e uno dei moventi era la riflessione sull’atto creativo nel contesto storico, politico e sociale; riflessione nutrita anche dai ricchi incontri con scienziati e pensatori, con differenti punti di vista sul mondo e sul presente, realizzati tramite il progetto Conversations. In quanto piccola comunità, parte di una ben più larga, ci siamo chiesti e abbiamo chiesto che desideri avessimo e come realizzarli insieme. Cosa desideri? Cosa vorresti? E dunque, di conseguenza, cosa hai? Cosa fai? Alcuni desideri possono realizzarsi su un palcoscenico. E gli altri? Non trovando sempre le risposte, abbiamo intanto giocato con le domande. Dopo poco dall’inizio delle prove, il tempo ha avuto per tutti una sospensione. Si è ampliato e si è anche compresso. Le settimane di prova si sono dimezzate. I desideri e le domande non avevano a che vedere con l’esperienza inattesa degli ultimi mesi. Chissà forse invece parrà che si riferiscano proprio a questa».

«Ora che scrivo, lo spettacolo ancora non esiste. Esisterà – conclude la Senatore – grazie all’incontro con gli spettatori. Creare uno spettacolo è come viaggiare; ci si prepara, si cerca, ma molto è sorpresa e imprevisto. Siamo all’inizio del viaggio e non so ancora ora che forma prenderà esattamente. Certo resta dell’inizio il desiderio di danzare, lo stare bene insieme, con l’auspicio che sia possibile in larga scala».

 

 

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