Opinioni

Ma ora serve mettere in sicurezza la Sanità

Maurizio Guandalini

E’ bene votare come ritornare negli stadi. Scrollarci le paranoie da strizza è un atto fecondo. Saziante per chi cerca di ricollocare l’ansia del presente. C’entra poco l’affluenza. I referendum non appassionano, nemmeno chi vuole dare un colpo alla casta dei politici. Mentre per gli avvenimenti sportivi, come per gli spettacoli, occorre potenziare l’afflusso. Attendere oltre è un colpo alla testa. Al già precario equilibrio ansiogeno da Covid-19. In Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna cresce l’onda di nuove chiusure. Zone rosse. L’infettivologo Bassetti è convinto che in Italia il lockdown non ritornerà mai più. Se così fosse siamo in vantaggio competitivo rispetto alle altre nazioni. Ma per agire e ragionare in tranquillità è necessario mettere in sicurezza la  Sanità. Che, per chi si è perso, dopo il cancan dei mesi scorsi, è abbandonata a se stessa. E non siamo crudeli o straordinariamente catastrofici nel dirlo. Le strutture stanno ancora viaggiando in pieno protocollo covid. Che vuol dire continuare a dedicarsi, poco o nulla, alle altre, tante, malattie gravi, centellinando visite e interventi. Ritardi che aggravano patologie in corso fino a mettere in pericolo la vita dei pazienti. Il personale nei reparti è scarso.  Spaventato dal virus e appesantito da ruoli non loro. Negli ospedali i parenti non possono recarsi a trovare i propri cari. “Consegni” il famigliare all’ingresso e non lo vedi fino a quando è dimesso. La sola comunicazione è via cellulare.  Situazione emergenziale che aggrava la solitudine dei malati fino a rallentare le possibilità rapide di ristabilimento. Ci chiediamo perché i soldi del Mes (37 miliardi per l’Italia alla Sanità) sono congelati a Bruxelles. Non mi stupisco del vattelapesca italico, l’indifferenza tono su tono ai danni del referendum sulla riduzione dei parlamentari. Interpellateci su questo, su chi schifa i denari per costruire nuovi pronto soccorso ed elargisce reddito di cittadinanza a pioggia, ai detenuti per mafia o a nullatenenti col Rolex.

MAURIZIO GUANDALINI

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