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La casa di Albertone apre dopo 50 anni

alberto sordi

ROMA L’attesa è finita. Dopo lo stop imposto dal Covid, apre finalmente la mostra dedicata ad Alberto Sordi, nella favolosa villa con affaccio sulle Terme di Caracalla, che il grande attore romano soffiò a Vittorio De Sica nel 1950.

Una  dimora mitica, tra piazzale Numa Pompilio e via Druso, nota praticamente a tutti i romani, ma inaccessibile,  da quasi 50 anni, quando una delle sue amate sorelle, Savina, morì nel 1972. Da allora Sordi decise di non aprire più la grande villa ai suoi ospiti. Fino al 31 gennaio la casa svelerà ai visitatori le sue meraviglie: la sala cinema e teatro, con tanto di camerini per gli attori, cabina per il proiezionista e la galleria con le poltroncine per gli ospiti. Un gioiello corredato di sculture che resterà aperta anche dopo la chiusura della mostra. La sindaca Raggi ha infatti annunciato ieri, durante la cerimonia di inaugurazione, che sarà dedicata alle proiezioni dei film interpretati o diretti da Sordi.

Ma la mostra si estenderà anche al di fuori della villa, con due grandi tensostrutture dove sono esposti cimeli, costumi di scena e sceneggiature originali, e dove sarà possibile conoscere tutti i segreti dell’attore. Ma la mostra si estende anche al Teatro dei Dioscuri del Quirinale, in via Piave, dove è ripercorsa l’evoluzione artistica dell’attore che più di ogni altro ha rispecchiato la società italiana.

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