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Brucia il campo di Lesbo Migliaia di profughi in fuga

Migranti

Una delle vergogne d'Europa non c'è più, ma non è una buona notizia. Migliaia di profughi sono in fuga a Lesbo dal campo in cui si trovavano, colpito da un enorme incendio dalle prime ore di mercoledì. Il campo Moria, costruito con una capacità di 2.800 persone, ospita da anni oltre 12 mila richiedenti asilo, che ora cercano di mettersi in salvo lasciando tende e container. Solo ieri il ministro dell'immigrazione greco aveva diffuso la notizia che 35 ospiti del campo sono positivi al Covid-19 e aveva deciso di mettere l'intero campo in quarantena fino al 15 settembre.    Nonostante il campo sia stato in gran parte distrutto, non risulta che ci siano vittime, anche se in molti soffrono di lievi intossicazioni resporatorie per avere inspirato il fumo nero sprigionato dalle fiamme.  La polizia e i vigili del fuoco dell’isola non hanno confermato l’ipotesi che le fiamme siano state appiccate dagli stessi migranti per protestare contro le misure restrittive imposte nel campo a seguito della conferma di alcuni casi di Covid-19, ma il portavoce del governo greco Stelios Petsas ha definito valida l’ipotesi dell’incendio doloso. Prima dell’alba, la polizia antisommossa ha allestito cordoni lungo un’autostrada vicino al campo per limitare i movimenti dei migranti. Il governo greco ha annunciato che dichiarerà lo stato di emergenza per l'isola di Lesbo. Il portavoce del governo, Stelios Petsas, ha sottolineato che è stato deciso anche di vietare a tutte le persone che vivono a Moria di lasciare l'isola per evitare una possibile diffusione del coronavirus.

«Abbiamo visto il fuoco diffondersi su Moria e infuriare tutta la notte. L’intero campo è stato avvolto dalle fiamme, provocando una fuga di massa delle persone senza direzione. Bambini spaventati e genitori sotto shock. Stiamo lavorando ora per rispondere ai loro bisogni». Così Marco Sandrone capo progetto di Medici Senza Frontiere (MSF) a Lesbo, «Le persone a Moria vivono in condizioni disumane da anni. È essenziale garantire il loro trasferimento in sistemazioni sicure adesso», ha aggiunto.

“Abbiamo immediatamente dispiegato il nostro personale sul posto e offerto assistenza alle autorità greche perché siamo preoccupati per la situazione di circa 12.000 richiedenti asilo, tra cui più di 4.000 bambini e altri gruppi vulnerabili, inclusi 407 bambini non
 accompagnati,
donne incinte e anziani”. E’ quanto si legge in una nota dell’Unhcr. «Siamo stati informati di tensioni tra le persone dei villaggi vicini e i richiedenti asilo che cercavano di raggiungere la città di Mitilene. Esortiamo tutti a dar prova di compostezza e chiediamo a tutti coloro che in precedenza soggiornavano al Ric, che era in quarantena perché circa 35 persone erano risultate positive al test Covid-19, di limitare i loro movimenti e di rimanere vicino al Ric, poiché si sta trovando una soluzione temporanea per dar loro un riparo».I

.L’Ue è pronta a finanziare il trasferimento immediato e l’accoglienza di 400 minori non accompagnati del campo. «Ho accettato di finanziare il trasferimento immediato e la sistemazione di 400 bambini e adolescenti non accompagnati. La sicurezza e il riparo di tutte le persone a Moria sono la priorità». Ha scritto su Twitter la commissaria agli Affari interni Ue Ylva Johansson.

Lesbo è stato il punto di passaggio più trafficato d'Europa nel 2015-16 per la migrazione illegale durante un massiccio movimento verso ovest di rifugiati, molti dei quali in fuga dalla guerra in Siria e Iraq e in viaggio attraverso la Turchia. Dopo quell'ondata di migrazione, la Grecia ha allestito campi a Lesbo e altre quattro isole, con i finanziamenti dell'Unione europea e, più recentemente, ha anche creato una rete di campi sulla terraferma.

 

 

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