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Guerra delle discoteche Condannato Morano

TORINO

TORINO Due anni e quattro mesi di pena detentiva e due di interdizione dai pubblici uffici. È quanto disposto dalla Corte d’Appello di Torino per il notaio Alberto Morano, ex candidato sindaco della Lega e ora consigliere comunale che rischia di essere sospeso dalla sala rossa.

La sentenza rientra nella vicenda giudiziaria anche nota come “guerra delle discoteche”, che risale al 2016 e per cui Morano, accusato inizialmente di tentata concussione, poi derubricato in tentata induzione indebita, era stato assolto in primo grado.

Stando alla ricostruzione dell’accusa, il consigliere comunale si sarebbe reso responsabile di aver chiesto denaro, coinvolgendo una terza persona nel ruolo di intermediario, al titolare della discoteca “il Cacao”, nel parco del Valentino, assicurando in cambio che avrebbe evitato di andare avanti con alcune contestazioni relative a presunti abusi edilizi e irregolarità. Il notaio, difeso dall’avvocato Alberto Mittone, ha sempre negato tale accusa. Ora, secondo quanto disposto dalla legge Severino, rischia di perdere il posto che ricopre con una lista civica nel consiglio comunale. Condannati anche gli altri tre imputati per tentata induzione indebita, l’ex consigliere comunale Angelo D’Amico, e gli imprenditori Ferdinando Montalbano e Antonio Biondino. Invece è stato riconosciuto il diritto al risarcimento per le parti civili, ossia la società Kronos che gestiva il Cacao.

(Nella foto l'ingresso della discoteca "il Cacao" ai tempi del suo sequestro nel 2018)

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