Salute

L'arte di lavarsi le mani da Leonardo a oggi

CULTURA

ROMA Quando l'igiene diventa arte. Ovvero: l'arte del lavarsi le mani indicata da Leonardo da Vinci. Potrebbe sembrare insolito che un gesto così semplice, eppure tanto importante come ci ha insegnato la pandemia di coronavirus, possa  aver interessato il genio del Rinascimento autore di capolavori assoluti. Ma on c'è  da sorprendersi visto che «il maestro dispensava consigli di stile, amava le essenze e i profumi, le stoffe preziose e i gioielli e alla Corte sforzesca era per tutti arbiter elegantiarum». 
A ricordarlo è Laura Bosetti Tonatto, dal 2006 docente di Aromacologia all’Università di Ferrara, nel Master di I e II livello in Scienza e Tecnologia Cosmetiche. Esperta e appassionata di aromi che traduce in fragranze personalizzate ed essenze per il corpo e l'ambiente con l'emergenza coronavirus ha approfondito il tema degli igienizzanti indagando gli studi leonardeschi nelle loro mille sfaccettature. 
«Ci ha lasciato un’infinità di scritti con norme sull’igiene, la cura del corpo e la dieta - spiega - e nel Codice Atlantico una serie di studi originali dedicati alla sua passione per la distillazione delle piante». E cita il foglio 807r, vol.III del famoso Codex Atlanticus: «A ffare odore: tò buona acqua rosa e mòllatene le mani, di poi togli del fior di spigo e fregatelo fra l’una mano e l’altra, ed è buono». È da qui che Tonatto ha preso spunto per creare «nuovi rituali di igiene». «Penso che i gesti che dovremmo fare quotidianamente per la nostra sicurezza non debbano perdere di vista quel patrimonio di bellezza che fa parte della nostra storia» commenta. Come dire un'azione tanto determinante per la salute sia personale che pubblica che diventa vera e propria arte. Applicata alla prevenzione.

LUISA MOSELLO

Articoli Correlati
Salute